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Giani vota ancora per Modena

Giani vota ancora per Modena

«È la squadra che ha fatto meglio durante la stagione, a gara 5 ci andrà, poi 50% di possibilità a testa»

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Chiama dalla Slovenia, il “Giangio” esempio di campione con la “C” non solo maiuscola, ma a caratteri cubitali, dove ha trovato nuove sfide da vincere come “ct” della nazionale impegnata nelle qualificazioni agli Europei contro il Portogallo il 24, a Maribor, e 31 maggio.

«Modena sotto 2-1? Ho sentito, sì, una brutta gara 3, ma io non cambio idea».

L’ultima volta che ne parlò fu prima dello scontro diretto in campionato con la sua Verona e allora Andrea Giani, semplicemente il “Monumento”, interrogato sugli imminenti play off si sbilanciò in favore di Modena.

«Certo, perché quella gialloblù è la squadra che ha fatto meglio durante l’intero arco della stagione. La Coppa Italia non l’ha vinta per caso, ma perché è fortissima».

Cosa è cambiato da allora visto che Trento guida 2-1 la finale tricolore?

«È cambiata Trento che ha alzato il suo livello e che ha tratto benefici dall’inserimento di Djuric. Un arrivo importante quello dell’opposto».

Sufficiente per insinuare dubbi a Giani sull’esito della sfida scudetto?

«No, il pronostico non lo cambio, se dovessi scommettere il classico “eurino” lo giocherei su Modena. Almeno in gara 4 sono abbastanza sicuro che saprà fare qualcosa in più rispetto a domenica scorsa e sfruttare il PalaPanini per arrivare a gara 5. Poi, arrivati lì, dico che visti i miglioramenti di Trento si potrebbe dare il 50% a testa di possibilità. Una gara 5 è sempre una gara 5».

E il Giangio se ne intende, visto che di superbelle ne ha giocate, una con Parma contro Modena, appena 18enne, persa al quinto set, una con Modena, nel 1997, contro la Sisley.

«Trionfo in rimonta, vincendo una gara 4 incredibile in trasferta da 0-11 nel primo set. Credo che proprio quella finale dimostri che tutto è sempre possibile e quindi che per Modena, vincere oggi partendo da 1-2 nella serie sia un compito alla portata».

Oggi, come Giani nel 1988, c’è un altro giovanissimo che sta scrivendo la storia di questa finale.

«Devo fare i complimenti a Simone (Giannelli ndr), ha grandissime qualità e credo che le ultime partite abbiano dimostrato, senza nulla togliere a Zygadlo, che con lui Trento ha un cambio palla più efficace, è un’evidenza».

Da un palleggiatore all’altro: Bruninho.

«Vorrei dire solo una cosa a chi lo critica, ma per favore, lasciate stare. Lui sa sempre che cosa fare e quando farlo. Non gioca troppi palloni al centro? Dipenderà dalla ricezione o da situazioni tattiche, ma se si discute uno come Bruninho allora si esagera».

Gara 3 persa malamente, quanto puà avere influio l’orario?

«Io nel 1992 ho perso un’Olimpiade contro l’Olanda a Barcellona giocando alle 10, ma nessuno ha cercato alibi».

PalaPanini esauritissimo, clima da battaglia, quanto mancano ad Andrea Giani.

«Sono felice per chi sta giocando questa finale e dico a tutti i ragazzi, cercate di godervela perché partite del genere puoi anche giocarle una sola volta nella vita».

Fabio Rossi

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