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Il Modena rischia la condanna diretta. Novellino non torna

di Paolo Vecchi
Il Modena rischia la condanna diretta. Novellino non torna

Caliendo richiama Monzon che rinuncia per motivi di salute. Pavan e Melotti rispediti in ritiro con la squadra

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MODENA. Uno tsunami si abbatte sul Modena e porta con sé pianto, stridore di denti e una pesante contestazione che non si vedeva dai tempi delle agonie dei cicli Farina e Amadei. E anche l’era Caliendo, benedetta da Casari che lo preferì a Bonacini, è ormai con le spalle al muro. E' lui il bersaglio principale della rabbia del popolo geminiano che investe anche i tecnici e la squadra tranne Granoche: per il Diablo solo applausi. Lo tsunami non travolge solo l'ambiente, ma si materializza soprattutto nei playout e nel rischio reale di una retrocessione diretta. Il Modena resta a quota 46 agganciato dall'Entella al quint'ultimo posto, il Cittadella vince a Catania e si porta a 44. 90’ al termine: Latina-Modena, Crotone-Entella, Cittadella-Perugia. Può succedere di tutto anche che il Modena si salvi vincendo a Latina. Ma se non arriva il risultato pieno nel Pontino, i playout sono la certezza e in caso di ko potrebbe finire sparato in Lega Pro se il Cittadella batterà il Perugia. Dopo il successo sul Crotone, il Modena era praticamente salvo, ma tre sconfitte consecutive con Carpi, Trapani e Ternana hanno spalancato le porte dell'inferno alla squadra di Melotti e Pavan. Il Latina, battuto ieri a Chiavari, è quasi salvo, ma dovrà giocare la partita perché anche le sorti della formazione di Iuliano sono legate al risultato di Crotone-Entella. Nessuno sconto, solo un successo sabato prossimo può riaprire le porte della salvezza a un Modena stordito dalla pressione del fallimento e che non può più nemmeno contare su quegli uomini, Pinsoglio in testa, che erano stati protagonisti dello splendido inseguimento alla serie A nel campionato scorso. Uno tsunami figlio di una stagione programmata male, gestita peggio, scatenato da un divorzio tra Novellino e la coppia Caliendo-Taibi iniziato ancora prima che si materializzasse nel licenziamento del tecnico. Un Modena all'insegna delle scommesse perse: attacco sbagliato in estate, pasticci a gennaio e un azzardo nel rimpiazzare Monzon con una coppia Pavan-Melotti che, dopo un debutto scoppiettante, ha finito per essere inghiottita dall'orco di una crisi sempre accesa. Perché a 15 giornate dalla fine non bastava provocare uno shock, bisognava anche costruire e gestire una patata bollente con esperienza. C'era un Bergodi da prendere, ma il mister di Bracciano (ignorato) è andato a salvare una squadra rumena. Ora si raccolgono i cocci.

Con la Ternana si mette anche bene. I gialli, spinti da una curva che sceglie di tifare e contestare solo Caliendo, partono con piglio, sfiorano il vantaggio, lo trovano con un autogol di Meccariello, poi mancano il raddoppio e per la legge del chi sbaglia paga, nel finale del primo tempo, quando non si dovrebbe mai subire gol, vengono infilzati da Fazio. Per la cronaca, Modena in campo col fantasma di Pinsoglio tra i pali e la linea difensiva Calapai, Gozzi, Cionek e Rubin. In mezzo Salifu e Martinelli bassi, Signori in trequarti alle spalle di Granoche supportato da Fedato e Garritano. La Ternana si oppone con un 5-3-2: Valjeant, Mecariello e Popescu a protezione di Brignoli, Fazio e Vitale esterni bassi, in mazzo Viola giostra dietro gli interni Gavazzi ed Eramo. Davanti Ceravolo e Avenatti. Fedato, Granoche e Garritano hanno tre chance per il vantaggio che arriva al 31’ quando su un cross di Martinelli, Meccariello infila Brignoli. Tesser fa una mossa: fuori Vitale, dentro Falletti in trequarti e rombo a centrocampo. Vincerà la partita. Il match cambia volto, la Ternana prende campo, rischia ancora su Granoche, ma al 45' agguanta il pari quando Pinsoglio va a farfalle su una torre di Avenatti e smanaccia la palla sui piedi di Fazio che bombarda e fa festa. Un tempo che doveva chiudersi con due gol per il Modena è in parità. L'inizio della ripresa è da incubo: Gavazzi ci prova, il Modena reclama un rigore su un mani di Gavazzi, poi il gioco dei cambi fa guasti. Fuori Garritano e Fedato, che aveva appena messo i brividi a Brignoli, dentro Ferrari e Acosty: due inutili cronici per i due più vivaci. Pasticci su pasticci anche in difesa dove la squadra non si fida più di Pinsoglio. Al 77' errore di Calapai, fallo di Gozzi per rimediare. Falletti batte la punizione laterale e trova al centro Avenatti che, come all'andata, fa centro. Mazzata e tensione a mille. Melotti cacciato, subito dopo Acosty scalcia Russo: rosso. Miracolo di Brignoli su Cionek poi il fischio finale scatena la rabbia del popolo gialloblù. E l'orco della retrocessione apre le sue fauci.

E ieri la farsa. Dopo naver dichiarato di voler richiamare Novellino, ieri Antonio Caliendo ha effettivamente contattato l'ex tecnico canarino. Il quale ha declinato l'invito essendo impossibilitato ad allenare per essersi sottoposto a un intervento chirurgico a un ginocchio un mese fa. Novellino sarebbe probabilmente anche tornato, ma il suo ritorno non sarebbe stato accolto di buon grado dai giocatori. Poi avrebbe imposto la clausola di non dover lavorare con il diesse Taibi che Caliendo non ha accettato. Melotti e Pavan, che non erano nemmno saliti sul pullman con la squadra, partita nel primo pomeriggio per Roma,  sono stati reintegrati al loro posto e spediti in ritiro. Venerdì sera il confronto con il Latina,

@PaoloVp305

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