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Berardi, numeri da fenomeno e futuro da star

di Marco Costanzini
Berardi, numeri da fenomeno e futuro da star

In A 30 gol e 18 assist in 59 partite: nessuno come lui. Ora vuole affermarsi in azzurro

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Di nuovo mattatore della sfida tra Sassuolo e Milan al Mapei Stadium, di nuovo uomo copertina del calcio italiano. Domenico Berardi vede i colori rossoneri e si esalta: l’anno scorso riuscì a segnare uno storico poker a 19 anni, domenica ha servito il bis, anzi il tris, firmando una tripletta che ancora una volta, a nemmeno un anno e mezzo di distanza da quel memorabile 12 gennaio 2014, ha demolito il Milan di Pippo Inzaghi.

Numeri da record Ventuno anni ancora da compiere – spegnerà le candeline il 1° agosto – e già 30 gol in 59 partite di serie A, tutte con la maglia del Sassuolo. Il curriculum sportivo di Berardi continua ad impreziosirsi gara dopo gara e lo conferma come uno degli under 21 più forti del panorama mondiale. Record continuamente abbattuti e statistiche impressionanti ne sono la conferma: alla sua età, nel Dopoguerra, nessun giocatore ha mai raggiunto una quota simile di gol in serie A, nemmeno campioni del calibro di Baggio, Del Piero e Totti, che addirittura avevano segnato un terzo di reti rispetto all’attaccante del Sassuolo. Se si amplia il dato ai campionati professionistici disputati da Berardi, aggiungendo dunque le 11 reti nelle 37 gare di B giocate con il Sassuolo da debuttante assoluto, il totale parla di 41 gol in 96 partite. La cosa più curiosa è che in serie A i suoi 30 gol sono arrivati in appena 19 partite: ai 7 realizzati con il Milan in due sfide vanno aggiunte altre due triplette (nello scorso campionato contro Sampdoria e Fiorentina) e due doppiette (in questa stagione con Lazio e Genoa). Capace di esaltarsi, ma discontinuo e aiutato nel suo exploit da 12 rigori segnati, sostengono i detrattori. Non è così, perché Berardi è assistman per eccellenza oltre che goleador, capace con il suo genio di risultare decisivo anche senza segnare: ben 18 i suoi passaggi vincenti in due campionati di A, uniti a tante giocate che hanno spesso propiziato reti di compagni o autoreti.

Anti-Diavolo Berardi sta facendo ammattire i tifosi del Milan: è lui lo spauracchio numero uno, il giocatore che con 7 reti in due partite ha scritto le pagine più ingloriose della storia recente del club rossonero e che con 2 assist ha propiziato anche la vittoria del Sassuolo a San Siro ad inizio anno. Un motivo, a pensarci bene, forse c’è: da bambino l’attaccante di Bocchigliero era tifoso sfegatato dell’Inter e, quando ancora l’Emilia era per lui una terra lontana e il calcio professionistico un sogno, addirittura si chiuse nella sua cameretta quando seppe che un osservatore del Milan era sceso in Calabria per visionarlo. I colori rossoneri, insomma, Berardi non li ha proprio mai digeriti, tanto da farlo diventare oggi anche un beniamino degli interisti negli sfottò tra tifosi.

Futuro a tinte nere e…? Con altre due gare prima della fine del campionato, Berardi ora può puntare a migliorare il suo record di gol in serie A, i 16 segnati nella passata stagione, con il mirino puntato verso quello che è il suo grande obiettivo estivo, gli Europei Under 21. Il gioiellino neroverde sarà l’uomo di punta dell’Italia del ct Di Biagio nella manifestazione in programma a giugno in Repubblica Ceca e sogna di sfondare anche in azzurro: una sola rete, seppure decisiva, in 9 gare è un bottino che gli sta stretto e che vuole migliorare, per cancellare le macchie di un’espulsione rimediata nella sua ultima partita e conquistarsi poi la chiamata di Antonio Conte. Un anno dopo, infatti, anche la nazionale maggiore giocherà gli Europei ed è normale per lui farci più di un pensierino. Il futuro di Berardi, però, non è solo questo: quest’estate Sassuolo e Juventus dovranno risolvere la comproprietà del suo cartellino, con i bianconeri che potrebbero assicurarselo versando 15 milioni entro il 10 giugno. Ci sarà da discutere, anche perché i neroverdi sembrano tutt’altro che intenzionati a mollarlo. E quella frase dichiarata domenica dall’attaccante (“Penso proprio di restare”) fa gongolare i tifosi neroverdi, pronti a sognare ancora grazie a lui.

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