Fontanesi, dopo gli applausi c’è la maturità
Il 19enne riproposto ed elogiato da Di Francesco: dalla Rosselli al Sassuolo senza rinunciare agli studi
Non solo Domenico Berardi. C’è un altro giovane della cantera del Sassuolo salito agli onori della cronaca dopo la vittoria di domenica contro il Milan, un protagonista inatteso in questo finale di stagione dei neroverdi: Leonardo Fontanesi, 19 anni compiuti il 20 febbraio scorso, ha sfoderato contro i rossoneri una prestazione da veterano, tanto da guadagnarsi al termine della gara una menzione speciale da parte di mister Eusebio Di Francesco. Non si è fatto intimorire dal Diavolo, il poco più che debuttante Leonardo, nonostante quella con il Milan fosse la sua seconda partita giocata in serie A ad appena due settimane di distanza dall’esordio assoluto, sempre da titolare, nella sfida casalinga contro il Palermo. Fontanesi è solo l’ultimo giocatore uscito da un settore giovanile capace di regalare al Sassuolo enormi soddisfazioni negli ultimi anni, ma la sua storia è molto diversa da quella di Berardi o Chibsah, giusto per citare i due migliori “prodotti” del vivaio che si sono affermati in prima squadra: il difensore classe 1996, che pur essendo nato a Correggio ha sempre vissuto a Modena, ha infatti svolto tutta la trafila delle giovanili neroverdi fino a coronare un sogno come il debutto in serie A.
Una storia tutta da raccontare, quella di Fontanesi, calcisticamente nato nella società del suo quartiere, la San Faustino Rosselli di Modena, e pescato dal Sassuolo a 11 anni assieme a Marcello Sereni ed Andrea Mandelli, due veri amici oltre che compagni di squadra nel suo percorso in maglia neroverde. Poco più di due settimane fa, alla vigilia della gara con il Palermo al Mapei Stadium, la chiamata di Di Francesco: «Ti faccio esordire, giocherai come terzino destro», le parole del tecnico del Sassuolo. Fontanesi avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo per essere agitato, visto che il suo ruolo naturale è quello di difensore centrale, ma ha scelto la strada del coraggio, rendendosi protagonista di una prestazione da applausi che, due settimane dopo, gli è valsa una nuova maglia da titolare in un match di cartello come quello con il Milan.
Risultato? Due gare giocate e nessuna sconfitta. Se non è un amuleto, poco ci manca… Ora il difensore 19enne neroverde sogna di chiudere la stagione da protagonista, con altre vittorie sul campo e non solo: a giugno, infatti, sosterrà la maturità classica al liceo San Carlo di Modena, perché agli studi non ha rinunciato, anzi. Non avrebbe mai potuto, in fondo, perché nel dna di famiglia non c’è solo lo sport: il papà è avvocato, la mamma insegnante e il fratello maggiore Otto, azzurro di pallamano, ex terzino di Rubiera e Carpi, ha lasciato momentaneamente l’attività agonistica per dedicarsi agli studi universitari.
Marco Costanzini
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