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Milan, Berlusconi boccia Inzaghi «Visioni diverse»

Milan, Berlusconi boccia Inzaghi «Visioni diverse»

l presidente scarica il tecnico e valuta la cessione del club Per il futuro piacciono Montella e Emery, attenzione a Conte

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MILANO. Silvio Berlusconi “scarica” Pippo Inzaghi e pensa al futuro allenatore del Milan. Antonio Conte? «Vedremo», risponde. Nella rosa dei papabili pure Montella ed Emery, Ancelotti e Spalletti. Il presidente - ieri a Saronno - dice di essere rimasto deluso dalla gestione dei giovani di Inzaghi. «Abbiamo richiesto che giocassero i giovani, mettendone uno ogni volta, una richiesta rimasta inevasa». In realtà, l'allenatore è stato travolto dalla sua stessa inesperienza, tradito da alcune uscite piuttosto infelici, messo alle corde da un rapporto a volte conflittuale con il gruppo. Le sue scelte tattiche non sono state capite e, tra una sconfitta e l'altra, sono naufragati tutti gli obiettivi della stagione. Un fallimento che ha logorato Inzaghi, il suo destino è stato anche condizionato dalla crisi societaria. «Inzaghi - sostiene Berlusconi - ha un bellissimo rapporto con il gruppo ma abbiamo avuto visioni diverse in tante occasioni. È un discorso che faremo al momento opportuno». Il tecnico resterà sulla panchina del club fino a fine stagione e cioè per altre due partite, contro Torino e Atalanta. La sorte di Inzaghi è stata comunque decisa dai risultati. Con il ko rimediato domenica col Sassuolo, il Milan ha raggiunto quota dodici sconfitte in campionato a fronte di sole undici vittorie. L'undicesimo posto in classifica fotografa una stagione deludente, la peggiore della gestione Berlusconi insieme a quella del 1996-1997. Il cambio sulla panchina è dunque inevitabile. In pole position c'è Montella, stimato dalla proprietà e ormai ai ferri corti con la Fiorentina dopo la frattura con la tifoseria nella gara di eliminazione dall'Europa League. Piace anche Unai Emery, che lascerebbe il Siviglia da vincente. Da capire, anche, l'evoluzione del rapporto tra Ancelotti e il Real, ma l'allenatore ha ingaggio e ambizioni che potrebbero non essere soddisfatte dalla proposta del Milan. Senza dimenticarsi di Conte, corteggiato già questa estate, e di Luciano Spalletti. Ma tutto dipende dalla questione societaria: «Serve qualcosa di più della ricerca di popolarità per comprare il Milan. -dice Berlusconi- Ho ricevuto diverse offerte che testimoniano l'importanza del brand Milan. Le stiamo valutando, ma dobbiamo farlo con calma e prudenza perché sarà una scelta irreversibile».

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