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I quattro eroi di Trieste «Modena, devi crederci»

di Giovanni Balugani
I quattro eroi di Trieste «Modena, devi crederci»

Nel 2009 Pinardi, Bruno, Perna e Apolloni si salvarono in extremis al Rocco

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Miracolo sportivo, non esiste un'altra locuzione per definire il 30 maggio 2009, giorno in cui il Modena ottenne una salvezza fantastica all'84' dell'ultima di campionato battendo 1-0 al Rocco la Triestina di un giovane Pablo Granoche. Un successo indelebile nell'immaginario dei tifosi canarini, che ora soffrono e sperano per la gara di venerdì sera a Latina, quando Zoboli e compagni saranno chiamati a bissare l'impresa dei loro predecessori. Di quel Modena è rimasto solo Simone Gozzi e di certo anche lui ricorda quella stagione folle, in cui a poche giornate dal termine solo la matematica lasciava qualche speranza. Quattro protagonisti di quel Modena raccontano una rimonta incredibile: Armando Perna, Alex Pinardi, Salvatore Bruno e il tecnico Luigi Apolloni.

PERNA: «UNITÀ»

Tutti identificano la svolta nel ritiro di Pescia, all'indomani di un ko a Frosinone. Quella mattina la squadra si ritrovò per l'allenamento, con il capo chino e con lo sconforto nel cuore. «Alzate la testa e guardatemi negli occhi quando parlo», le parole pronunciate da Apolloni. «Fu una scossa», ricorda Perna. «Da lì in poi non ci fermammo più. Era uno spogliatoio granitico, con gente come Longo che anche dalla panchina sapeva condurre i compagni: quella fu la nostra forza, il saper combattere insieme fino alla fine e non è un caso che il gol decisivo arrivò al 96'. Fu una delle partite più straordinarie del recente passato del Modena. Poi la festa, le birre in pullman al ritorno e l'accoglienza della gente allo stadio. Spero che i tifosi del Modena venerdì possano rivivere le stesse emozioni».

PINARDI: «FIDUCIA»

La settimana di avvicinamento a una sfida del genere può essere infinita: «Se si arriva troppo tesi - sottolinea Pinardi - si rischia di rovinare tutto, al contrario è importante avere grande fiducia nei propri mezzi. Ogni giocatore sa come preparare partite del genere, ma ciò che deve essere comune è la concentrazione e lo spirito positivo: dare il massimo, per non avere rimpianti dopo il 90'. Quel giorno sbagliai un rigore, ma non mi persi d'animo e fui premiato dal gol vittoria. Sono partite che segnano un calciatore, perché retrocedere può cambiare una carriera».

APOLLONI: «MAI MOLLARE»

Se il Modena si salvò fu anche grazie a mister Apolloni: «Finché la matematica era dalla nostra dicevo ai ragazzi di non mollare, di lottare fino alla fine. E lo fecero anche quel giorno a Trieste, regalando una gioia immensa a me, alla società e a tutti i tifosi. Non è facile per un tecnico gestire i giorni antecedenti a partite del genere, non esiste una formula magica: bisogna entrare in empatia con lo spogliatoio e capire quando alzare la voce o quando aiutare un giocatore. Sono partite intense, da vivere sul filo del rasoio perché servono anche risultati favorevoli dagli altri campi, ma bisogna arrivarci con la massima concentrazione possibile».

BRUNO: «VINCE LA TESTA»

«Fino all'anno scorso giocavo con molti di loro e so che a Latina saranno concentrati», dice convinto Salvatore Bruno. «E' vero che il Modena viene da una serie di sconfitte e l'umore non può essere dei migliori, ma questa squadra può farcela, anche se non mi aspettavo che faticasse così tanto a salvarsi». Un consiglio ai suoi ex compagni: «Partite del genere le vince chi è più forte mentalmente. Anche se di quel giorno a Trieste voglio ricordare solo la gioia dopo il gol di Alex: i minuti precedenti sono ancora un incubo, perché quando sei a un passo dal baratro provi sensazioni orribili. A noi andò bene, mi auguro con tutto il cuore che il Modena ce la faccia di nuovo».

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