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Juve inarrestabile: il “double” è servito

Juve inarrestabile: il “double” è servito

La Coppa Italia è bianconera: Lazio in vantaggio con Radu, poi il pari di Chiellini e la stoccata di Matri ai supplementari

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ROMA. La decima, il double, la voglia del triplete. Chiamatela come volete, ma la Juventus è sempre più padrona incontrastata del calcio italiano. Nella bacheca di Torino, dopo lo scudetto, ci finisce pure la Coppa Italia. Lazio al tappeto ai supplementari: decisivo Matri, attaccante di scorta che però nei momenti clou trova sempre il modo di metterci la firma.

L’avvio è un sali e scendi di emozioni davanti agli occhi del presidente della Repubblica Mattarella e al ct azzurro Antonio Conte. Allegri conferma in porta Storari e si affida alla coppia Tevez-Llorente per pungere. Il primo squillo però è di marca biancoceleste. Al 4’ l’Olimpico esplode per la rete di Radu, bravo ad anticipare la difesa bianconera con un preciso colpo di testa. Il vantaggio però dura pochissimo. All’11’ infatti Chiellini riceve palla da Evra e con una bella acrobazia rimette le cose in equilibrio. È una Juventus più spigliata quella che si vede dopo il gol del pareggio, soprattutto in fase di costruzione del gioco. La Lazio però è velenosa e con Cataldi e Berisha. Nulla di fatto però.

Nella ripresa la partita stenta a decollare. Meglio la Juventus che con Pogba va vicina al gol partita. Bello il colpo di testa del francese, ma la mira è da dimenticare. Poi tanta tensione, poche emozioni e una gara che si trascina verso i supplementari. Pioli prova le carte Mauricio e Djordjevic. Allegri risponde con la freschezza di Pereyra e la fisicità di Matri. L’occasione buona per chiudere il match si presenta a pochi minuti dalla fine sui piedi di Djordjevic che però manca la zampata da lancio lungo al cospetto di Storari. Dall’altra parte è Pereyra a mettere i brividi ai laziali con una stoccata in piena area. C’è anche il tempo per vedere un gol annullato a Matri (fuorigioco millimetrico) e una bordata dal limite di Tevez che fa pelo e contro pelo alla traversa. Sostanzialmente una partita equilibrata, giustificata la coda dei supplementari.

Nell’extra time subito un brivido: Djordjevic dai 23 metri lascia partire una sassata potentissima che colpisce entrambi i pali. Un’occasione clamorosa. E come succede sempre nel calcio, da un gol sbagliato arriva il gol subito. La Lazio lo incassa al 97’. Bravo Matri a trovare lo spiraglio per il piattone, malissimo però nella circostanza Berisha che non riesce ad opporsi alla conclusione (debole) dell’ex Milan. La Lazio accusa il colpo, prova a reagire ma lo fa con la forza della disperazione, non con le idee. La squadra di Allegri addirittura va vicina al gol del 3-1 con la punizione a giro di Pirlo, poi è tempo della seconda festa della stagione. Dopo la gioia (contenuta visto l’impegno di Madrid) di Genova per il quarto scudetto consecutivo, ecco il brindisi dell’Olimpico. Ma la bottiglia buona, a questo punto, è in fresca per il 6 giugno. Stapparla a Berlino sarebbe un sogno.

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