«Il mio sogno americano ora è realtà»
Il libero della Liu Jo: «Studierò negli Stati Uniti e giocherò il campionato NCAA con l’università di Santa Barbara»
Cittadina del mondo, testimone del suo tempo, lo sport come passione, mille sogni nel cassetto: il più grande, quello che vale una vita intera, sta per realizzarlo.
Emilia Petrachi è molto più di una normale studentessa di 19 anni, brava, bravissima, con la media del 9 al Liceo Classico San Carlo di Modena, orgoglio e vanto di qualsiasi genitore: è quella che si potrebbe definire semplicemente una “ragazza speciale”.
Perché? Leggete il seguito e non avrete bisogno di altre spiegazioni.
«Raccontare chi sono in poche parole? Una ragazza che da quando aveva 10 anni sognava un giorno di viaggiare, vedere, conoscere, capire. Il mio sogno impossibile è sempre stato andare un giorno negli Stati Uniti, sì, il classico... “sogno americano”».
Poste le basi, Emilia inizia a trasferire nella realtà quello che desiderava più di ogni altra cosa al mondo.
«Tre anni fa ho fatto la mia prima vacanza studio negli USA, in Florida, a Jacksonville, esperienza bellissima. L’anno dopo ripetei l’esperimento, questa volta in New Jersey, a Newark (New York). Fu in quel momento che capii quello che volevo: andare a studiare e a fare sport negli States».
Sì, perché ancora non lo si è detto, ma quella che in pochi minuti è ormai diventata la “nostra eroina” a Modena non è che se ne stia con le mani in mano. Anzi, ama la pallavolo, almeno quanto i suo sogni, e anche in questa, come negli studi, il talento proprio non le manca.
«La prima allenatrice che mi ha insegnato veramente tanto è stata Adele Magnani, ma ho poi cercato di prendere il meglio da tutti quelli che hanno avuto la pazienza di insegnarmi qualcosa».
Ci devono essere riusciti piuttosto bene, se Emilia finisce dritta-dritta nell’organico della serie A1 della Liu Jo. Ruolo? Libero, ovviamente, perché nel volley di oggi non c’è più spazio per una nuova Mireya Luis e con quei 170 centimetri di talento e volontà non ti resta che specializzarti in seconda linea.
«Nella stagione 2013/2014, visti gli infortuni, ho giocato i play off di A1: sentire il tuo nome al PalaPanini è un’esperienza da brividi, meravigliosa».
Un’esperienza importante anche per aprirsi la strada verso la realizzazione del suo sogno a stelle e strisce.
«I video di quelle partite sono stati fondamentali per me quando quest’anno mi sono gettata su internet cercando ogni strada possibile per trasferirmi negli Stati Uniti».
Dettaglio non irrilevante, riuscendoci.
«Mi sono messa in contatto con le università degli Usa dove mi sarebbe piaciuto andare a vivere. Mi ha risposto quella di Santa Barbara, in California, 180 chilometri da Los Angeles. Hanno visto i video delle mie partite, hanno esaminato i test di lingua inglese a cui mi sono sottoposta qui in Italia, necessari, e mi hanno proposto una borsa di studio, quattro anni, due dei quali, i primi, in cui scegliere in cosa laurearmi poi nei due successivi. Chiaramente il tutto abbinato a un posto nella squadra di volley dell’Università che partecipa al campionato NCAA, perché lì volley e studio vanno di pari passo».
Più che una bella storia sembra un film, anzi un reality, perché quello che sta vivendo Emilia è tutto vero.
«Ho deciso di seguire i corsi di biologia e materie classiche, poi vedremo. Se rimanessi in Italia le opzioni sarebbero medicina, che non mi piace particolarmente, o ingegneria».
Meglio gli USA, meglio inseguire il sogno americano.
«Come l’hanno presa i miei genitori, Anna e Luigi? Sono abituati, visto che mia sorella, Benedetta, è in Spagna con l’Erasmus. Anzi, mi accompagneranno loro, negli USA».
E allora, dopo aver ricordato che Emilia ha fatto tutto da sola, altro dettaglio questo molto rilevante, non resta che l’esame di maturità, da superare al San Carlo, e poi la partenza già fissata per il 3 agosto, verso quel sogno di una vita divenuto realtà.
Fabio Rossi
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