Caliendo: «Che carattere»
«Ma questa rimonta la dobbiamo dividere coi nostri tifosi»
Antonio Caliendo non era in tribuna. Sentiva talmente tanto la partita con l’Entella che ha lasciato la moglie Alessandra Canale in tribuna per andare a sistemarsi nella panchina aggiuntiva posta accanto a quella di Melotti e Pavan. Il patron canarino ha visto da vicino il suo Modena precipitare e portarsi a un passo dall’inferno.
«Ma non ho tremato - dichiara Caliendo - E’ vero ce la siamo vista davvero brutta, molto brutta, ma io non pongo mai limiti al cuore di questa squadra. I ragazzi hanno avuto una reazione straordinaria e negli spogliatoi, durante l’intervallo,si poteva respirare la voglia di non crollare da parte dei giocatori e anche dei due allenatori. Nel secondo tempo siamo entrati in campo con uno spirito diverso anche perchè il primo gol di Garritano aveva riacceso la scintilla della speranza. Poi siamo stati in campo quasi solo noi, giocando con autorità e andandoci anche a prendere un pareggio importantissimo.
Che è doveroso dividere con i nostri tifosi. Sono stati eccezionali sia numericamente che per l’incoraggiamento che hanno dato costantemente alla squadra. Non hanno mai mollato, hanno spinto i ragazzi verso la rimonta: davvero, non ho parole se non di ringraziamento nei loro confronti. E hanno meritato di vedere il Modena reagire con l’orgoglio che ha animato la squadra nella ripresa. È destino comunque che si debba soffrire fino all’ultimo in questa stagione che non vedo l’ora che finisca e spero bene. Abbiamo superato un ostacolo difficilissimo qui a Chiavari e ora guai a sentirsi al sicuro anche se avremo due risultati su tre nella partita di ritorno. L’Entella è una squadra scorbutica, recupererà anche il suo capitano, ma non potremo gettare nella mischia Salifu».
«Visto come si era messa nella ripresa - conclude Caliendo - potevamo anche provare a chiuderla qui tentando di vincere la partita, ma dopo lo spavento passato va bene anche così. Il 6 giugno al Braglia ci sarà un’altra battaglia e dimentichiamoci che possa essere facile, ma questa salvezza non deve assolutamente sfuggirci. Soprattutto dopo un’impresa come quella di oggi. E mi auguro che il nostro pubblico faccia ancora la differenza, ma questa è l’unica certezza che ho. Garritano? Bravissimo, non l’ho preso per caso». (gib)
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