Sassuolo chiude vincendo Di Francesco fino al 2017
A segno Zaza (doppietta nel giorno dell’addio), Berardi e l’ex Pavoletti
REGGIO. La notizia più importante della giornata arriva circa sette ore prima il fischio d’inizio di Sassuolo-Genoa. Con uno stringato comunicato sul sito la società ha ufficializzato quello che era nell’aria da diverso tempo: Eusebio Di Francesco resta al Sassuolo allungando il contratto fino al 2017. “In un’ottica di continuità e crescita costante” - si legge nel comunicato al quale è allegata la foto che vedete a destra della stretta di mano tra Di Francesco e Carnevali che suggella l’accordo. Proprio l’amministratore delegato neroverde spiega: «Ci abbiamo messo trenta secondi per trovare l’accordo, sapevamo che aveva avuto delle richieste ma siamo ben felici di proseguire il nostro progetto tecnico con lui. La nostra volontà è sempre stata quella di andare avanti con Di Francesco in panchina». Dopo mesi di voci, insomma, il 44enne tecnico abruzzese si toglie dal mercato e non parteciperà al gran valzer delle panchine, che ha già preso il via e che potrebbe stravolgere mezza serie A. Finchè ha potuto Di Francesco ha aspettato le decisioni della Fiorentina, panchina alla quale non ha mai fatto mistero di ambire, ma alla fine ha rinnovato l’accordo col Sassuolo. All’allenatore della promozione in A e della doppia salvezza il club neroverde - con un adeguato campagna di rafforzamento sul mercato - chiederà un piazzamento in zona Europa, nell’ottica di un ulteriore salto di qualità per la prossima stagione: i piani di società e tecnico evidentemente coincidono, visto che è arrivata la firma sul prolungamento del contratto fino a giugno 2017. Di Francesco aggiorna così il record di permanenza sulla panchina del Sassuolo (che, nell’era Mapei, già gli apparteneva) e si prepara alla quarta stagione di fila all’ombra del Campanone. Gli indizi, in questo senso, erano chiari da settimane, disseminati qua e là dallo stesso Di Francesco, che, seppur corteggiato da vari club, alla fine ha scelto di proseguire col Sassuolo.
ZAZA SHOW
Nella giornata in cui Sansone, Acerbi e Zaza hanno ricevuto la chiamata dalla Nazionale, i neroverdi concludono la loro seconda stagione in serie A in bellezza, battendo 3-1 il Genoa al Mapei Stadium e conquistando la quarta vittoria consecutiva che vale l’undicesimo posto finale in classifica in coabitazione col Palermo. Primo tempo scoppiettante con Zaza in grande spolvero alla sua ultima apparizione in maglia neroverde prima di approdare alla Juventus. Ad aprire le danze dopo 2 minuti e 50” è Berardi che, imbeccato dal lancio di Missiroli, si invola tutto solo e di sinistro mette alle spalle di Lamanna in diagonale. In campo c’è solo il Sassuolo che al 18’ raddoppia: Biondini sulla trequarti destra prolunga per Berardi, De Maio cerca un anticipo scriteriato e sul tocco aereo del neroverde è tagliato fuori, pallone a Zaza, che entra in area, evita Lamanna in uscita e di sinistro deposita in rete nonostante il disperato tentativo di Roncaglia sulla linea. Squinzi applaude in tribuna ma il bello deve ancora venire perchè Zaza poco dopo la mezzora s’inventa un gol strepitoso: sul cross teso di Peluso il numero 10 neroverde si coordina a centro area e in acrobazia mette dentro di sinistro, con leggera deviazione di Edenilson.
LO SPARVIERO NON ESULTA
Al terzo schiaffone il Genoa - incitato dai suoi splendidi tifosi - si sveglia. A prenderlo per mano è lo “sparviero” Leonardo Pavoletti che prima dell’intervallo accorcia le distanze: Pomini respinge un tiro di Iago Falque con palla che schizza sul palo prima di finire sui piedi dell’ex neroverde che insacca e non esulta.
RIGORE FALLITO E ROSSO
Nella ripresa il Genoa prova a rendersi pericoloso con Edenilson ma al 67' Izzo cintura in area Peluso e Cervellera concede il rigore: sul dischetto va Zaza, il suo tiro è respinto da Lamanna, sulla palla si avventa Magnanelli che la scaraventa in rete ma l'arbitro annulla ravvisando un'irregolarità del capitano entrato in area di rigore prima della battuta. Cinque minuti dopo il Genoa resta in 10: espulso Izzo per fallo da ultimo uomo su Sansone.
TRIBUTO A BIANCO
Da pelle d’oca il tributo dei tifosi a Paolo Bianco, entrato all’89’ per Sansone, che dopo 542 presenze nei professionisti lascia il calcio giocato per intraprendere la carriera di allenatore. E’ il secondo addio della serata: prima di lui standing ovation per Zaza, prossimo a trasferirsi alla Juventus.
@Star_70_
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