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Caliendo, dove si va? Cordate, fuori i volti

Caliendo, dove si va? Cordate, fuori i volti

Se esistono potenziali acquirenti è ora di uscire allo scoperto

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Si è giocato duro sulla pelle del Modena in questi ultimi mesi, più l’aria era pesante più uscivano potenziali acquirenti, cordate di magnati cittadini senza un volto pronti a spazzare via Antonio Caliendo accusato di essere responsabile di un fallimento senza precedenti nel mondo del calcio. Ad ogni schiarita, cordate e acquirenti lasciavano la scena in attesa di sapere in quale categoria avrebbe giocato il Modena. Bene, ora si sa che sarà ancora serie B, quindi è giunto il momento, per chi ha voglia di acquistare, di gettare la maschera, presentarsi a volto scoperto da Caliendo e iniziare a trattare. Gigi Montagnani impiegò pochissimo tempo a prelevare la società dal conte Giuseppe Degli Albertini, Romano Amadei qualche attimo in più per rilevare gli eredi del Presidente scomparso. Roberto Casari ha spazzato via addirittura Romano Sghedoni per prendere il Modena e in un lampo lo ha tolto dalle mani di Bonacini per metterlo in quelle di Caliendo e l’allegra compagnia, capeggiata da Commini, che poi ha abbandonato l’attuale patron. Ci vuole poco per comprare il Modena se una ha soldi e buone intenzioni. Si pretende trasparenza e serietà da Caliendo, è giusto rivolgere la stessa richiesta anche a chi finora è ancora in una dimensione poco concreta. Caliendo è un uomo orgoglioso che difficilmente mollerà la presa per la voglia di riscatto che lo anima, ma lui stesso ha dichiarato di essere pronto a trattare la cessione della società a gente seria e che si presenti a volto scoperto: quindi se ci sono bene intenzionati si facciano avanti, trattino, comprino e nuova vita per tutti. Altrimenti andrà avanti l’attuale proprietà che, però, ha una concezione piuttosto originale dell’avanzata tanto che il Modena ha evitato il tonfo in Lega Pro per un soffio. Antonio Caliendo ha le spalle al muro e la piazza contro, situazione con cui dovrà convivere. Il suo credito, macchiato inizialmente dall’assurdo teatrino Commini orchestrato insieme a Casari, era cresciuto con l’exploit della stagione scorsa quando i gialli di Novellino si inchinarono al Cesena a qualche passo dalla serie A. La stagione che si è appena conclusa con la salvezza agli spareggi, però, ha scatenato una veemente protesta del popolo geminiano. La curva ha tifato per la maglia e per conservare la categoria, ma non ha risparmiato la contestazione a Caliendo che si trova con una piazza contro e di fronte a scadenze importanti.

Come quella di rimettere a posto i conti della società facendo anche chiarezza sul potenziale economico della sua gestione e sulla consistenza della World Promotion Company, la holding lussemburghese che detiene quasi l’intero pacchetto azionario del Modena Calcio e di cui Caliendo è socio e amministratore. E soprattutto sui rapporti con Roberto Casari e tutto il mondo Cpl finito pesantemente in disgrazia con la giustizia.

Modena vuole chiarezza sul fronte societario e chiede risposte credibili anche dal punto di vista tecnico. La stagione attuale nata subito con gli attriti tra Caliendo-Novellino e Novellino-giocatori e proseguita con un’assurda assenza di dialogo sul mercato di gennaio quando bastava poco per sistemare un gruppo che tecnicamente poteva recitare ben altro ruolo in campionato: un muro contro muro che ha portato all’esonero di Monzon, alla scelta azzardata di affidare la squadra a Melotti e Pavan e a un finale di campionato in cui i gialli hanno salvato la pelle per il rotto della cuffia come si dice da queste parti. Caliendo, per sua stessa ammissione, non si sente a suo agio nel ruolo di proprietario e presidente. Quindi scelga bene i suoi collaboratori, inserisca in società le persone giuste e la doti di una struttura tecnica in grado di programmare un futuro importante e il rilancio del calcio geminiano adombrato in pochi anni dalle imprese di Sassuolo e Carpi. L’aver mantenuto la categoria è stato determinante per conservare i contributi, anche maggiorati, che arriveranno dalla Lega, ma il Modena ha bisogno di ripartire con una società ambiziosa, organizzata e sorretta da una strategia tecnica che non può prescindere da un allenatore giusto e in sintonia con proprietà e direttore sportivo: l’”abc” per fare calcio. Caliendo dia queste garanzie, se non può farlo e se c’è qualcuno pronto a comprare, si sieda al tavolo e tratti.

Voci dal Braglia: è sempre più forte la possibilità che Sante Levoni, Romano Sghedoni e Salumificio Villani, possano offrire un sostegno non tanto in termini di quote societarie ma di sponsorizzazioni importanti.

Paolo Vecchi

@PaoloVp305

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