Bertolini, capolavoro alla 24 Ore di Le Mans
Il 42enne pilota sassolese trionfa nella classe GTE AM: «Stavolta sul podio mi sono commosso»
La 24 Ore di Le Mans è la gara per eccellenza, una manifestazione che va oltre la competizione che dura un giorno, uno spettacolo unico ed un ricordo indelebile in chi vi partecipa. L’83esima edizione della maratona automobilistica sarà ricordata in maniera particolare dal sassolese Andrea Bertolini che è salito sul gradino piu' alto del podio al termine di una prova spettacolare, emozionante e di cuore, sempre ad inseguire la più veloce e performante Aston Martin (davanti nelle qualifiche), senza mai mollare consapevole del proprio mezzo, di un team di prim'ordine (Smp Racing) e su due giovani ma determinati compagni di avventura (Alexey Basov e Viktor Shaitar) che hanno fatto il loro dovere quando chiamati in causa. La vittoria di Bertolini nella classe GTE AM è arrivata quando forse le speranze erano state riposte soprattutto dopo l'incidente che aveva visto Shaitar urtare le barriere all'uscita della “Indianapolis” nel corso della ventesima ora di gara quando era in seconda posizione, danni alla F458, lunga sosta e minuti preziosi persi per rimettere in pista la vettura. Prima l'abilità degli uomini ai box nel riparare la vettura, poi la determinazione del terzetto alla guida ed infine una buona dose di fortuna (con l'uscita di scena della Aston Martin a 45 minuti dalla bandiera a scacchi) hanno permesso a Bertolini di centrare la prima grande vittoria a Le Mans a 42 anni.
«Sul podio mi sono commosso, ho vinto tanto nella mia carriera ma questa gara mi mancava – dice Bertolini - sembrava stregata, vincere con Alexey e Viktor, due piloti che sto seguendo, che sono cresciuti tantissimo in questi due anni è una soddisfazione enorme. Ho guidato tanto in questa gara che non concede distrazioni -prosegue il campione di Sassuolo - sono esausto però il salire sul gradino più alto del podio davanti ad un pubblico incredibile (oltre 250 mila spettatori ndr) mi ha tolto la stanchezza, siamo stati fortunati, vero queste sono le corse, vedere negli occhi di Boris (Rotenberg comproprietario della SMP) la felicità per il successo mi rende orgoglioso e soddisfatto del lavoro fatto dallo scorso anno. Adesso voglio riposarmi un po’, la stanchezza sta salendo. Questa vittoria avrà un sapore ancora più speciale quando mi sveglierò e vedrò il trofeo sul tavolo».
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