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Sighinolfi e De Maria insieme al traguardo

Sighinolfi e De Maria insieme al traguardo

Si chiama extreme perché i chilometri da percorrere sono 53, all’ombra delle Dolomiti. 3800 i metri di dislivello positivo, 2500 dei quali concentrati nei primi 30 chilometri di gara, contro i 3710...

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Si chiama extreme perché i chilometri da percorrere sono 53, all’ombra delle Dolomiti. 3800 i metri di dislivello positivo, 2500 dei quali concentrati nei primi 30 chilometri di gara, contro i 3710 di dislivello negativo. La partenza, sabato mattina alle 5,30, da Forno di Zoldo. 600 i temerari da 28 nazioni, pronti a confrontarsi con lo scenario mozzafiato delle Dolomiti e con un percorso tanto spettacolare quanto, appunto, estremo, fino all’arrivo a Pieve di Zoldo. Di extreme, a conti fatti, anche la prestazione del vincitore 2015. O meglio, della vincitrice, visto che la vicentina Federica Boifava è entrata nella leggenda dell’ultratrail con un’exploit da 6h48’30” che le è valsa la prima posizione assoluta. Dopo la vittoria della categoria femminile un anno fa, sabato Federica ha quest’anno messo in riga anche gli uomini, rifilando 8’ all’altoatesino Kienzl ed un quarto d’ora allo statunitense Floyd, con una gara condotta in solitaria dal 37esimo chilometro. 300 i volontari impegnati sul percorso. Un tragitto che si snoda sui sentieri alle pendici di San Sebastiano e Monte Civetta, passando per Moiazza ed il monte Pelmo, fino al tanto decantato Tivan, panoramico tratto di sentiero appena sotto la famosa Forcella del Civetta. Fra i 380 atleti che hanno portato a termine la prova sui 53 chilometri, anche due modenesi: Gabriele Sighinolfi e Christian De Maria. Le loro strade si sono incrociate poco dopo la metà gara, per poi condurli al traguardo appaiati in 9h55’25”. Sighinolfi era all’esordio nel DXT, mentre per De Maria era la seconda esperienza. Christian ha partecipato alla gara con il progetto ADMO “Corro perché ho Midollo”, nato per sensibilizzare i giovani atleti ad effettuare la tipizzazione del DNA, allestendo ai piedi delle Dolomiti anche il banchetto ADMO.

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