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Berardi: «Conte in tribuna sarà uno stimolo in più»

Berardi: «Conte in tribuna sarà uno stimolo in più»

Il golden boy del Sassuolo questa sera nella seconda uscita dell’U21 agli Europei contro il Portogallo: «Non mi sento un leader, ma il mio carattere cresce»

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È l’uomo del momento, il giocatore che rappresenta presente e futuro del calcio azzurro e sul quale gli occhi di tutta Italia, ma non solo, sono puntati: Domenico Berardi questa sera è chiamato a guidare la Nazionale Under 21 ad un pronto riscatto nella seconda sfida degli Europei di categoria in Repubblica Ceca, quella in programma alle 20.45 con il Portogallo, dopo il clamoroso ko in rimonta rimediato contro la Svezia nel match inaugurale. Agli azzurrini restano poche alternative per sperare in un passaggio del turno, bisogna solo vincere e le speranze di tutti sono riposte soprattutto in un solo giocatore, il più talentuoso e geniale di scena agli Europei, che ovviamente risponde al nome di Berardi. Il gioiellino del Sassuolo, autore del gol su rigore che aveva momentaneamente portato gli azzurri in vantaggio contro gli scandinavi, sente il peso delle responsabilità, sa quanto l’Italia si aspetti da lui e ha deciso di rispondere da leader vero, affrontando quello che sin qui per lui è stato uno scoglio quasi insormontabile come una conferenza stampa. Affiancato da Gigi Di Biagio, tecnico che per lui sta diventando un alter ego di Di Francesco, Berardi ha presentato la sfida con il Portogallo facendosi portavoce della squadra, parlando di sé e rispondendo anche a chi gli ha chiesto che sensazione proverà sapendo di essere osservato, assieme ai compagni, dal ct della Nazionale maggiore Antonio Conte: «Gli stimoli non ci mancano, la presenza di Conte li aumenterà. Non possiamo sbagliare e non lo faremo. La sconfitta con la Svezia è già alle spalle, bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire. E ricordarsi che vestiamo la maglia azzurra: per me è un motivo d’orgoglio e allo stesso tempo un sogno che si realizza Io credo nella vittoria, anche se devo ammettere che il Portogallo gioca un bel calcio, ma tutti abbiamo grande voglia di arrivare in fondo. È un piacere essere etichettato come un leader dai compagni, ma io non mi sento tale, perché il vero leader è il gruppo. Dal punto di vista caratteriale sto crescendo molto». Questo è il presente di Berardi, ma in questi giorni a tenere banco è anche il suo futuro. Martedì Sassuolo e Juventus torneranno ad incontrarsi per provare a trovare un accordo definitivo: non tanto sulla risoluzione della comproprietà – i bianconeri hanno già riscattato il giocatore nella doppia operazione che ha portato anche Zaza in bianconero per 28 milioni – quanto per stabilire se ci siano i margini per un’altra stagione in prestito a Sassuolo. Lo vorrebbe il club neroverde e lo vorrebbe il giocatore, ma la Juve non ha ancora sciolto le riserve.

Marco Costanzini

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