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Modena e gli errori da non ripetere

Modena e gli errori da non ripetere

Le incomprensioni tra Caliendo, Novellino e Taibi all’origine di un campionato sbagliato. La scelta del tecnico è decisiva

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Il Modena è ancora senza allenatore. I nomi in lizza, salvo sorprese, sono rimasti quattro: Claudio Foscarini, Mimmo Toscano, Pippo Pancaro ed Hernan Crespo. Caliendo ha dichiarato che si occuperà della panchina gialloblù solo dopo aver sistemato definitivamente la società adeguandola, con un esborso che oscilla dai 700 ai 900 mila euro, ai parametri Covisoc, operazione necessaria per poter iscrivere la squadra al prossimo campionato di serie B. I soldi ci sono già, le carte sono pronte.

Ma torniamo ai mister, uno diverso dall’altro: Foscarini è il mestiere, la saggezza, sa estrarre il sangue dalle rape e gode della stima del popolo gialloblù; Toscano è fresco di promozione a Novara, ha entusiasmo e ha fatto sapere di gradire Modena; Pancaro è stato il vice di Marcolin, viene da un buon campionato alla Juve Stabia macchiato, però, da un esonero a marzo. Hernan Crespo ha il fascino di una carriera straordinaria da bomber, ha la tempra del gaucho, ma sarebbe al debutto alla guida di una prima squadra. Caliendo vuole conoscerli di persona prima di scegliere e colmare il vuoto esistente sulla panchina del Modena. E la storia recente insegna che la scelta del mister è decisiva e che la lezione dell’anno scorso non deve essere dimenticata.

Non si saprà forse mai di chi è stata la paternità degli acquisti dell’estate 2014, una fase del mercato disastrosa. Arrivò Ferrari, che non era uno sconosciuto, per scoprire che non poteva coesistere con Granoche. E in un attacco da ricostruire ecco Beltrame e Luppi, due ragazzi che stavano al 4-4-2 di Novellino come i cavoli a merenda. Marsura arrivò come il fenomeno emergente: disastro. Al pari di Acosty che, dopo un inizio promettente, ha pagato a caro prezzo una gravissimo infortunio muscolare. Nizzetto, preso come esterno d’attacco da 4-4-2, è finito per fare anche il terzino travolto dai cambi di modulo. Su che modulo doveva essere costruita quella squadra? Mistero. Caliendo e Taibi avevano avuto indicazioni da Novellino o hanno fatto trovare al tecnico un gruppo che non gli si addiceva? A gennaio ancora peggio: muro contro muro tra Caliendo e Monzon, Taibi nel mezzo, e due colpi in attacco, Fedato e Garritano, bravi giocatori, ma non adatti al sistema di gioco di Novellino che li mise subito in disparte. Di contro una valanga di partenze, Osuji, Nardini, Luppi e Tonucci, uomini in contrasto con Novellino. Servivano un paio di centrocampisti pesanti, uno almeno, non è arrivato nessuno. Mister contro presidente, poi contro Taibi, giocatori contro il tecnico: una pentola a pressione che è esplosa provocando l’esonero di Novellino, spettacolare condottiero l’anno precedente con tanto di serie A sfiorata, e un finale di stagione che poteva finire con un disastro se una straordinario Granoche e Garritano non avessero trovato nei playout con l’Entella i gol provvidenziali.

Questo è il prezzo che si paga quando società e tecnico non parlano la stessa lingua o non si parlano proprio. Quindi, attenzione: il nuovo mister è la pietra più importante da posare e non si può sbagliare la scelta. Ed è meglio spendere due soldi in più ora che rischiare il bagno di sangue dopo. (p.v.)

@PaoloVp305

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