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Il Rapid Nonantola emigra a Ravarino

Il Rapid Nonantola emigra a Ravarino

Il presidente Sighinolfi: «Gli accordi verbali sono stati presi Dopo la promozione punteremo ancora sui nostri giovani»

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«Puntiamo alla salvezza». È l’obiettivo in casa Rapid, indicato dal presidente Darco Sighinolfi. La squadra giocherà a Ravarino («manca solo la firma»), pur mantenendo Nonantola nel nome. «Speriamo che il Comune ci dia un contributo - spiega il numero uno della società - le spese sono esorbitanti e per fortuna non avremo la trasferta di Sassari (la squadra si è ritirata). Dovremo cercare sostegni, ma le aziende non navigano nell’oro. Sicuramente non avremo ragazzi dai 12 ai 14 anni che vengono a farci il tifo. Sono la nostra base». Il club di via Grieco da tempo punta sulla “cantera” e non prevede grandi manovre di mercato.

«Non abbiamo pretese o ambizioni - riconosce Sighinolfi - puntiamo alla salvezza e cerchiamo di fare giocare i ragazzi che formiamo noi. Teniamo ad avere un buon settore giovanile, non facciamo una squadra di professionisti. Vogliamo mantenere tutti, non vogliamo rompere il gruppo. Forse ci sarà qualche aggiunta, purchè si sappia integrare. In squadra quasi tutti i giocatori sono partiti dall’Under 14, sarebbe brutto scartarli».

Così come non sono previsti movimenti in uscita («non andiamo a offrire tesori»). Il presidente del Rapid ribadisce la fiducia nel tecnico Luca Montanari, confermato di fatto già dopo la promozione. Il trasferimento “all’estero” è dovuto al fatto che il Pala Alighieri non è a norma per la massima serie.

«Gli accordi verbali sono stati presi a Ravarino c’è la capienza necessaria per gli spettatori. Forse lavoreremo anche fuori dal nostro Comune: c’è qualche contatto con S. Agata, in cui andremmo in un campo 40x20. La nostra intenzione è dare ai ragazzi di fare sport anziché andare a zonzo».

Gabriele Farina

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