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Granoche: «Modena, basta proclami»

di Giovanni Balugani
Granoche: «Modena, basta proclami»

«Stavolta dovremo partire fin dal ritiro con un basso profilo: l’umiltà è un’arma importante in un campionato come la B»

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Famiglia e riposo: così trascorre l'estate di Pablo Granoche, capoccanoniere della scorsa serie B con 19 gol. O meglio, salvatore della patria e trascinatore del Modena verso una salvezza conquistata inevitabilmente grazie ad una sua rete, la ventesima.

Granoche, cosa rimane di una stagione così?

«Ho la consapevolezza di aver fatto un ottimo campionato a livello personale, ma non posso essere del tutto soddisfatto. Sono dispiaciuto perché non abbiamo ottenuto i risultati che ci aspettavamo, quindi sono contento a metà. Ora penso solo a godermi la famiglia».

Dispiaciuto per l'eliminazione del tuo Uruguay?

«Molto. L'arbitro ha influito pesantemente nella gara contro il Cile».

Chi vince?

«L'Argentina, Messi e compagni hanno qualcosa in più rispetto al resto della compagnia».

A proposito di Uruguay e Argentina: Montero e Crespo sono in pole per la panchina gialloblù. Cosa ne pensi?

«Montero è un mito per la mia generazione, perché ha un temperamento eccezionale. Andare a vederlo giocare era sempre un piacere. Nel caso in cui arrivasse lui o Crespo sarebbe una sfida interessante. Sono ex giocatori che hanno avuto una carriera fenomenale e che affronterebbero per la prima volta un'esperienza di un certo livello da allenatori: sono sicuro che ci sarebbe molto da imparare».

E se arrivassero troverebbero ancora Granoche?

«Devo essere sincero, ho completamente staccato la spina e non so nulla di mercato. Io ho parlato con Caliendo al termine della stagione e lui sa benissimo quali siano i miei progetti per il futuro, fermo restando che ho un altro anno di contratto. A Modena sto benissimo, ho un rapporto con i tifosi eccezionale e ci tengo molto a questa maglia: però ho 32 anni e nel caso in cui arrivasse una proposta che andasse a migliorare la mia carriera la prenderei in considerazione».

Solo dalla A?

«Non posso rispondere. Chiaramente se passasse un treno in direzione serie A sarebbe probabilmente l'ultimo della mia carriera e non posso non valutarlo».

In caso di permanenza, che squadra vorresti?

«Una che non ripetesse gli errori dell'anno scorso. In B serve umiltà fin dall'estate e quindi non sbandierare obiettivi importanti, ma partire con un profilo basso e senza chiacchierare. Raggiungere in fretta i 50 punti e solo dopo alzare lo sguardo per puntare in alto».

Caso Catania, che ne pensi?

«Se le accuse venissero confermate servirebbe la mano pesante per i condannati. Solo così si risolverebbe questa problematica».

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