Rossi: «Il Sassuolo ormai è un modello per i club di serie A»
Il diesse: «Siamo stati noi i primi a scegliere di puntare su giocatori giovani, possibilmente italiani e di prospettiva»
Personaggio schivo e di poche parole, ma al tempo stesso grande conoscitore dell’universo Sassuolo per esserci stato in C1 (l’anno della promozione con Allegri alla guida), in B e, da un paio d’anni, in serie A. Giovanni Rossi parla poco, appunto, e quando lo fa… è bene prenderne nota.
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Alla presentazione di Claudio Angelozzi il direttore sportivo, toscano di nascita, ha dato qualche pennellata di sicuro interesse, a partire dal concetto che fa da guida al mercato della squadra neroverde: «Cerchiamo giocatori giovani, possibilmente italiani, di prospettiva». Sassuolo è cresciuta negli anni e Rossi ne sa qualcosa: «Possiamo dire che siamo diventati una realtà importante del calcio italiano, l’obiettivo è consolidarci e migliorarci sempre, anche l’arrivo di Angelozzi fa parte di questo processo di consolidamento». Rossi è stato tra i protagonisti (naturalmente con Nereo Bonato, che lo volle a Sassuolo) di molte stagioni di calciomercato e non ha timore di rispondere anche di qualche errore commesso dalla dirigenza emiliana: «Quando si fanno operazioni di mercato non sempre tutto riesce bene, non tutte le ciambelle del resto riescono col buco.
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Mi chiede di Marrone: quando arrivò tutti lo volevano, lui non fece bene soprattutto per problematiche di carattere fisico, ma se vogliamo possiamo allora parlare di un Pavoletti scovato a pochi soldi e valorizzato fino a valere 4 milioni di euro. Siamo stati i primi a puntare sui giocatori italiani giovani, a valorizzarli e a farli giocare per poi accrescerne il valore. Ora tante altre società, anche molto blasonate, stanno facendo questo discorso. Se poi vogliamo parlare della Juve posso affermare con certezza che non ci interessa fare affari solo con i bianconeri, ma con tutte le squadre top del campionato». Infine una parola sui procuratori: «Determinano molto nel mercato odierno e quindi occorre farci i conti, che lo si voglia o meno. E’ questa una delle leggi del calciomercato di questi anni».
Paolo Seghedoni
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