Non ha parlato da ex stella del calcio, ma da allenatore
C’è sempre un rischio per un grande calciatore quando appende le scarpette al chiodo per cominciare la carriera di allenatore. Quello di continuare a indossare la maglia da giocatore e di non...
C’è sempre un rischio per un grande calciatore quando appende le scarpette al chiodo per cominciare la carriera di allenatore. Quello di continuare a indossare la maglia da giocatore e di non riuscire a togliersela finendo per essere divorato dai ricordi e dalla nostalgia canaglia.
Hernan Crespo, alla sua prima uscita nei panni di allenatore del Modena, ha fugato subito questo dubbio. Il passato è conservato nella cassaforte dell’esperienza, ma resta il passato. Ha parlato da allenatore e non da calciatore con l’entusiasmo, la passione, ma anche una saggia dose di umiltà, di chi si appresta a giocarsi la seconda grande chance professionale della vita. Non è un fanatico dei moduli (per sua fortuna), ama il lavoro e la sua squadra dovrà essere testa, cuore e gambe. Ha già un’idea dei giocatori attualmente in rosa e si affida al lavoro di Caliendo e Taibi per il potenziamento di un organico da costruire ex novo a centrocampo e da rinforzare negli altri reparti. Vuole un Modena equilibrato e offensivo in grado di conquistare il Braglia. Crespo si è presentato bene, mostrando anche un temperamento che a un gaucho argentino non poteva mancare. Ma ora viene il difficile: costruire una buona squadra e trasferire tante belle idee sul campo, l’unico grande giudice. E lui lo sa bene. Crespo, buon lavoro.@PaoloVp305
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