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Squinzi: «Sassuolo, vado avanti almeno per altri 4 o 5 anni»

Squinzi: «Sassuolo, vado avanti almeno per altri 4 o 5 anni»

«Gestire una società di calcio di serie A è un problema, per restare a certi livelli serve uno sforzo notevole»

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Soltanto martedì, nel corso del workshop organizzato a Scandiano, Giorgio Squinzi presentava la prossima stagione del Sassuolo con la consueta ambizione unita ad un sano realismo, quello che anche il suo ruolo di presidente di Confindustria gli impone di mettere sempre al centro dell’attenzione. «L’anno scorso abbiamo perso almeno una decina di punti nei minuti finali, per sfortuna ma anche per mancanza di convinzione – aveva dichiarato il patron neroverde – e questo ci ha impedito di sognare l’Europa. Ecco, nel prossimo campionato mi piacerebbe se riuscissimo a non commettere lo stesso errore, conquistando 10 punti in più rispetto alla passata stagione e non ponendo limiti alla Provvidenza. Non faremo nessuna follia, perché alla fine bisogna sempre far quadrare i conti, ma in sede di mercato non vogliamo rinunciare a fare un buon lavoro per mettere Di Francesco e la squadra nelle condizioni di migliorarsi. Il prossimo campionato sarà il nostro terzo in serie A e sono convinto che non sarà l’ultimo». Parole chiare, che hanno lasciato ben trasparire quanto ancora Squinzi creda nel percorso di crescita del suo Sassuolo e punti a conquistare nuovi traguardi. In un altro contesto, cioè in un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano Il Giornale, mister Mapei ha però esplicitato tutte le difficoltà che si incontrano nel perseguire un continuo miglioramento nel calcio, all’interno di un discorso legato all’altro suo grande amore, il ciclismo, e all’imminente partenza del Tour de France. Così non c’è da stupirsi se Squinzi abbia pronunciato anche la parola “problema” riferendola al suo impegno nel Sassuolo, in una logica di sforzi ed investimenti per conquistare altri traguardi ambiziosi con i neroverdi: «Come Mapei – si legge nell’intervista – siamo ancora molto vicini al ciclismo, tanto è vero che siamo main sponsor dei Mondiali. Abbiamo un centro di ricerca e medicina sportiva che di ciclismo si occupa quotidianamente, oltre che di altri sport. Ma, come si sa, da qualche anno siamo impegnati nel calcio. Abbiamo il problema Sassuolo e, anche se non ho una visione temporale precisa, nei prossimi quattro o cinque anni non mi vedo lontano dal calcio. Però, come si dice in questi casi, mai dire mai… Perché ho definito un problema il Sassuolo? L’impegno è importante e, per restare a grandi livelli e migliorarsi, lo sforzo è notevole. Quindi, in momenti come questi, è un problema». I tifosi stiano tranquilli, almeno per il momento, provando a non leggere quel limite temporale – comunque immaginabile – come la fine di un sogno che è ancora tutto da vivere, perché il patron ha tanta voglia di vedere sempre più in alto il Sassuolo. (m.c.)

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