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Valeeva: «Obiettivo l’Olimpiade di Rio»

di Gabriele Farina
Valeeva: «Obiettivo l’Olimpiade di Rio»

La leggenda del tiro con l’arco premiata dal sindaco Muzzarelli per i due ori conquistati a Baku agli European Games

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«Baku? Bene, ma potevo fare meglio. Rio? Punto alla settima Olimpiade. Provo il brivido della vittoria».

Natalia Valeeva è una storica freccia nella faretra azzurra del tiro con l’arco. Ospite del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dell’assessore allo sport Giulio Guerzoni, ha raccontato i suoi progetti e mostrato i due ori conquistati ai primi Giochi Europei.

«Poteva andare meglio, ma vincere due medaglie d’oro (prova mista e a squadre femminile) su tre gare va benissimo. È stata una bella esperienza. L’organizzazione è stata perfetta. Ho preso parte a sei Olimpiadi, questa è stata una delle migliori in tutto: nell’immagine, nella sicurezza, nella comodità, nella bellezza».

Quella azera è stata una manifestazione “a un cerchio”. Valeeva si sposterà in Danimarca per puntare al Brasile e alla sua settima presenza “a cinque cerchi”.

«L’Olimpiade è il mio primo obiettivo ogni quattro anni: tra meno di un mese (da domenica 26 a domenica 2 agosto) ci saranno le qualificazioni a Copenaghen. Sarà una gara secca, dobbiamo qualificare la squadra e possiamo qualificarci anche individualmente».

L’obiettivo resta sempre quello di salire sul gradino più alto del podio.

«Provo un brivido a vincere, è la soddisfazione più grande. Mi piace vincere: per questo obiettivo faccio tanti sacrifici e allenamenti. Stare sul gradino più alto del podio è un premio per gli atleti».

Dopo oltre un decennio passato a difendere i colori carpigiani, ora Natalia Valeeva è entrata nel Castenaso Archery Team.

«L’addio da Carpi non è stato doloroso: in quindici anni passati insieme c’è stata tanta armonia, ma non mi sono mai allenata da quelle parti. Ogni volta c’erano quaranta minuti da togliere agli allenamenti. D’altra parte sono sempre abituata ad allenarmi da sola. Mi allenavo a San Faustino, ma cercavo qualcosa che potesse costare meno, visto che la Federazione mi ha tagliato il budget. Alla fine ho scelto lo stesso una società lontana: a Castenaso ho tanti amici e c’è anche la squadra femminile, che a Soliera non hanno più fatto. Alla fine la società non è importante. Mi sento di Modena e gareggio per l’Italia».

I due rappresentanti dell’amministrazione hanno invitato l’atleta nell’area sportiva di oltre 44mila quadri che sorgerà nell’ex Cnh (il bando si concluderà tra pochi giorni).

«Mettiamo una clausola che le consenta di allenarsi - ha detto il sindaco - bisogna avere il coraggio d’investire per far nascere giovani atleti».

Intanto, la passione per la disciplina resta.

«Ho preso il mio primo arco 34 anni fa - ha concluso l’atleta - e il mio amore non è finito. Da mamma sono cambiati gli allenamenti: mi dedico non alla quantità, ma alla qualità».

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