Il Modena pronto a scattare con Giovannelli
Il nuovo preparatore: «Hernan è bravo, ambizioso e farà strada. L’aspetto fisico e il lavoro personalizzato decisivi»
Chi conosce meglio di tutti Hernan Crespo come allenatore è sicuramente Marco Giovannelli, il preparatore atletico che lo ha affiancato nella sua prima esperienza a Parma e che sarà al suo fianco anche nello staff del Modena, dove collaborerà con Marco Ferrone nella gestione della preparazione fisica dei calciatori gialloblù. Giovannelli, 32 anni, si è raccontato in una lunga intervista sulle colonne del Messaggero, parlando della sua terra - è di Amatrice in provincia di Rieti - ed ovviamente del suo lavoro e del rapporto con Crespo.
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L'INCONTRO CON CRESPO. «Ci siamo conosciuti nel giugno 2013 tramite un amico comune – ricorda Giovannelli - lui aveva intenzione di allenare e fare un suo staff. Cercava un preparatore atletico e c'è stato subito feeling, intesa su idee di calcio e di allenamento. Con lui si lavora benissimo, dà anima e cuore in campo ed è di un altro livello come uomo. Umiltà, grinta, professionalità e una cosa che ci tengo a sottolineare: profondo rispetto dei ruoli, di tutto il suo staff. È un grande uomo, con la U maiuscola, e farà strada. Ha voglia, fame, vuole sempre il massimo ed è un grande comunicatore. Con lui è nato un legame forte di stima e rispetto professionale ed umano. È un esempio perché sa cosa vuol dire lottare per raggiungere risultati importanti nella vita: incontrare persone di questo tipo che ti trasmettono tanto ti fa capire il vero senso di ciò che facciamo ogni giorno».
LA CARRIERA. «Dopo la laurea ho iniziato con un tirocinio con la Lazio Primavera nel 2006 poi gavetta dalla Juniores regionale dell'Urbino e la stagione dopo con la prima squadra in Eccellenza. Nella stessa categoria sono stato al Sansovino e Bikkembergs e poi Fossombrone in D, nel 2009/2010. Ancora D con la Civitanovese, ero nello staff del Cesena in A nel 2011/12 e nello stesso anno sono stato responsabile dell'area fisica del settore giovanile del Fermignano Calcio, un settore giovanile con 250 ragazzi. Poi l'incontro con Crespo e la Primavera del Parma».
IL METODO DI LAVORO. «L'aspetto della preparazione fisica è determinante nel calcio attuale. Io parlo sempre di equilibrio cioè dare il giusto mix di lavoro a secco e lavoro con palla, evitare estremismi e seguire mode. Dico sempre di creare il lavoro adattandolo alla squadra che si ha davanti, non abbiamo tutti i giocatori del Barcellona, abbiamo atleti più o meno bravi a seconda delle categorie di appartenenza e quindi lavoriamo valutandoli prima e programmando bene poi il lavoro. Oggi abbiamo molti mezzi tecnologici a disposizione, ma non basta: dobbiamo capire l'atleta e allenarlo secondo le sue esigenze. Spesso dico a molti che vengono come me dal mondo dei dilettanti e che ci lavorano, non fate copia ed incolla, ragionate e programmate secondo i giocatori che avete».
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DA PARMA A MODENA «A Parma ho lasciato un pezzo di cuore. Ho conosciuto dipendenti e allenatori fantastici. Il responsabile Francesco Palmieri (ora al Sassuolo, ndr) è stato un grande, ci ha guidato fino in fondo, stando sempre al nostro fianco: aveva costruito in 8 anni un bellissimo settore giovanile. Le difficoltà ci hanno temprato, siamo stati compatti fino alla fine, ci abbiamo creduto e con la Primavera abbiamo sfiorato i play off: tanti di quei ragazzi sono andati in Nazionale, altri hanno mercato». Poi il recente passaggio al Modena: «Siamo felicissimi per questa nuova avventura: come sempre daremo il massimo. Qui non si molla niente: never give up!».
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