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Da Commini alle Isole Vergini: non c'è pace per il Modena

Antonio Caliendo
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Antonio Caliendo

Il bluff iniziale di Caliendo e Casari, l'Acgf, la World Promotion Company, ora i paradisi fiscali: la proprietà del Modena è un rompicapo

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Cpl ordina: vendere il Modena. Roberto Casari esegue, boicotta Stefano Bonacini al quale aveva già promesso il club, e vira deciso su Antonio Caliendo. Bonacini bruciato sul filo di lana e in nome della grande rivoluzione del calcio. E' quella annunciata da Antonio Caliendo che si presenta al momento dell'ufficializzazione del passaggio di consegne, affiancato da un rampollo emergente della Roma bene: Stefano Commini, presidente dei giovani industriali del Lazio, oratore di gran corso, spacciato come il nuovo proprietario del club in virtù di un 51% di quote in realtà mai acquistato. Commini aveva un'opzione su quel pacchetto azionario del Modena, ma non lo ha mai esercitato. Poi altri pacchetti di quote, uno superiore al 40% custodito in nome di Caliendo da un professionista romano e altri piccoli frazionamenti per Alessandra Canale, compagna di Caliendo, e Angelo Forcina, uomo sempre legato a Caliendo che doveva figurare come consulente esterno per la cifra simbolica di un euro, ma sicuramente gratificato in altri aspetti del contratto di cessione del Modena, pubblicato dalla Gazzetta con tanto di conferma dell'ex presidente Maurizio Rinaldi (sempre sfesra Cpl). Azionariato Popolare all'1%, il dottor Giancarlo Guidi fiero di mantenere il suo 0,30%. Un'operazione costruita a regola d'arte da Caliendo e Casari: più tardi scoprimmo che Commini era uomo legato a Cpl e non a Caliendo che si liberò nel giro di poco dei suoi due collaboratori tecnici: Secco e Cannella. Il presidente è Maurizio Rinaldi, braccio destro di Roberto Casari nella Cpl e anche compagno di sventura giudiziaria negli ultimi tempi; il tecnico l'esordiente Dario Marcolin, il timoniere della rivoluzione durato poco più di un girone. Al suo posto arrivò Novellino. Ma restiamo alla società: la Gazzetta smaschera il bluff Commini e scopre le carte: Antonio Caliendo ci mette la faccia perchè il Modena è tutto suo.
Ma il tormentone societario continua: mentre il Modena lotta per la serie A, l'Acgf improvvisamente scompare e il pacchetto di maggioranza del Modena (98,30%) viene trasferito alla società lussemburghese World Promotion Company, una holding di cui Caliendo è amministratore e che in Lussemburgo fa riferimento a Sylvia Theisen. Come finanziatori della stessa WPC lo stesso Caliendo e, a detta dello stesso, molti degli ex giocatori avuti in procura decisi ad investire i lauti risparmi della carriera. Cpl ormai è solo ex proprietaria, ma ancora sponsor del Modena che ormai ha il timbro della WPC. Situazione che non piace a nessuno, soprattutto ai tifosi e dietro la quale si ipotizza possa esserci ancora Roberto Casari in forma privata. L'ultimo campionato e le difficoltà vissute dal colosso di Concordia finito in disgrazia e travolto dalle inchieste della Procura di Napoli e successivamente Modena, creano qualche difficoltà a Caliendo che fatica ad incassare la sponsorizzazione e prima della fine del campionato si trova a dover sistemare pesantemente i conti in rosso della società. Un milione e 4mila euro, il passivo di esercizio del secondo semestre 2014 da ripianare, 120mila euro per la ricostituzione del capitale sociale del Modena Calcio, più 800-900 mila euro, aumento di capitale necessario per rientrare nei parametri Covisoc e poter effettuare l'iscrizione al campionato.
Impegni che Antonio Caliendo assolve dichiarando ufficialmente di averci messo lui i soldi necessari attraverso la World Promotion Company. Ma ecco l'ennesimo colpo di scena: un'inchiesta di Rai 3, curata dal giornalista modenese Alberto Nerazzini, fa luce su un altro aspetto della proprietà del Modena: la World Promotion Company, infatti, sarebbe controllata interamente dalla CMC Investiments Limited che ha sede nelle Isole Vergini Britanniche, una delle tante società off shore costituite nei paradisi fiscali, ovviamente anonime e spesso coinvolte in flussi di denaro di dubbia provenienza. Nerezzini prova anche che il versamento per l'aumento di capitale del Modena sarabbe stato effettuato da Gelson Ltd, altra società finanziaria di Tortola. Il giornalista di Rai 3 intervista Caliendo, si reca in Lussemburgo nella sede della WPC e parla con Sylvia Theisen. Ottiene poco, solo imbarazzo e no comment motivato da segreti professionali. Ma anche l'ultima pentola è scoperchiata e la proprietà del Modena torna ad essere messa in discussione. E solo Antonio Caliendo può chiarire. Da Commini alle Isole Vergini: la proprietà del Modena continua ad essere una trottola.

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