Lo sfogo all’arrabbiata e le verità alla camomilla
Antonio Caliendo inizia parlando della campagna abbonamenti, ma si intuisce che ha il classico nodo alla gola. Il servizio del Grande Bluff, in onda lunedì sera su Rai 3, è una ferita aperta per il...
Antonio Caliendo inizia parlando della campagna abbonamenti, ma si intuisce che ha il classico nodo alla gola. Il servizio del Grande Bluff, in onda lunedì sera su Rai 3, è una ferita aperta per il presidente gialloblù. Ancora una volta la proprietà del Modena viene messa in discussione, spuntano società off shore delle Isole Vergini Britanniche al comando della World Promotion Company, la società costituita dal presidente gialloblù agli inizi degli anni 2000 e che controlla il 98,30% del pacchetto azionario del Modena. Gli abbonamenti possono aspettare, la precedenza all’ennesimo chiarimento sulla struttura societaria che governa il Modena Calcio. La domanda parte inevitabile e Antonio Caliendo si presta al confronto con disponibilità. Poi si infiamma e tuona: “il Modena è della WPC, holding che io ho costituito, che opera da anni in modo trasparente e in diversi settori. Fa tutto riferimento alla WPC, quindi a me. Io pago, io non dormo la notte e ci metto i soldi. E i miei sono soldi puliti».
I toni di Caliendo a tratti sono anche roventi, poi dopo la presentazione della campagna abbonamenti, rallegrata dall’intervento di Sgorghiguelo, si sofferma a parlare in via non ufficiale. I toni si abbassano, spiega la genesi del suo arrivo a Modena, i retroscena su Commini e Casari che non ha mai svelato ufficialmente come invece avrebbe dovuto fare. Chiede che Modena gli dia un po’ di fiducia. Ma se Caliendo parlasse sempre come fa a microfoni spenti, forse tutto sarebbe più facile e comprensibile. (p.v.)
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