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Il Diablo sente aria di casa, Peñarol su Granoche

Il Diablo sente aria di casa, Peñarol su Granoche

La trattativa tra il manager del bomber e il prestigioso club di Montevideo è avviata: «Non si può dire di no a una chiamata così, deciderò con mia moglie». Caccia ad Ebagua, abbonamenti al via

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MODENA. Il destino di Pablo Granoche potrebbe sfumare, passando dal gialloblù canarino al giallonero del Penarol. Il club più titolato dell'Uruguay, infatti, ha presentato un'offerta al Modena e al giocatore , ma non sarà un'operazione lampo: al momento le due società non sembrano essere vicine. Caliendo non ha intenzione di regalare il giocatore, se lo cederà sarà solo per una cifra congrua al valore dello stesso, Granoche, però, vede di buon occhio la destinazione Penarol per diversi motivi: è la squadra per cui da sempre fa il tifo e il blasone della stessa non è in discussione, ma a 32 anni sono anche altri i pensieri che attraversano la mente del Diablo. In una recente intervista alla Gazzetta aveva ammesso: «Se passerà il treno della serie A lo valuterò con attenzione, potrebbe essere l'ultimo della mia carriera».

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Il Penarol è equiparabile ad una serie A, per storia ed anche per ingaggi, e dunque Granoche valuta con estrema attenzione un suo possibile ritorno a Montevideo. L'unico motivo che al momento lo sta frenando è la famiglia, come ha affermato in una lunga intervista radiofonica rilasciata all'emittente FOX Sports Radio Uruguay: «A chi non piacerebbe giocare nel Penarol? L'unica persona che devo convincere è mia moglie». Già perché il Diablo è sposato con una ragazza di Verona, da cui ha avuto tre bambini e dunque il trasferimento in Uruguay non è una cosa da prendere alla leggera. Nel corso dell'intervista ha poi raccontato i suoi anni in Italia, la decisione di scendere dalla serie A alla B per tornare ad essere protagonista ed anche della crisi economica che sta attraversando il calcio europeo. Il Penarol da questo punto di vista potrebbe garantirgli un ingaggio maggiore ed anche la possibilità di giocare al fianco di campioni come Forlan e Zalayeta, forse un po' in là con gli anni, ma ancora in grado di affascinare le platee uruguagie.

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Tutto è in mano al re dei procuratori uruguaiani, Pablo Betancourt, che da tantissimi anni gestisce i calciatori che dal Paese sudamericano scelgono di tentare l'avventura in Europa: sarà lui a svolgere il ruolo di intermediario tra Penarol e Modena. Granoche, legato ancora da un anno di contratto, è un capitale del club canarino, che, però, correrebbe il rischio di perderlo l'anno prossimo a parametro zero e dunque l'idea di lasciarlo partire, seppur sofferta, non è esclusa a priori. «Ma dovrebbero pagarmi anche un indennizzo personale», sottolinea Caliendo che non ha mai nascosto l'affetto e la gratitudine verso il Diablo. Lo stesso affetto che i tifosi canarini gli hanno mostrato nell'anno e mezzo in cui ha vestito la maglia gialloblù e in cui ha segnato 29 gol in 60 partite. Ma il Penarol per un uruguaiano è un sogno e i tifosi potrebbero accettare, seppur a malincuore, la decisione del Diablo, che metterebbe in gioco anche la possibilità di essere allenato da Crespo, al quale ha tirato la volata per la panchina gialloblù.

Giovanni Balugani

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