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Benincasa si racconta: «Corro perché mi piace»

di Filippo Franchini
Benincasa si racconta: «Corro perché mi piace»

Classe 1975, di Maranello: «Ho scelto la Madonnina grazie ai colleghi di lavoro Non mi sento un personaggio di spicco, sono in tanti che vanno più forte di me»

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“Davide corre”. Probabilmente, la miglior sintesi per tracciare il profilo del Benincasa che da una decina d'anni monopolizza la scena del podismo modenese. Due sole parole, possibile incipit per una delle sue amate poesie. Magari un haiku, viste le cinque sillabe giuste giuste, cui farne seguire sette e poi ancora cinque. Perché Davide Benincasa corre, sì, ma non è solo corsa. E' un personaggio tutto da scoprire, unendo i fili che si intrecciano fra la corsa e le sue altre due grandi passioni: la poesia ed i gatti Nebelung. Introverso, ad un primo contatto. Di fatto, solo riservato e dotato di estrema modestia.

«Non mi sento assolutamente un personaggio di spicco del podismo modenese - azzarda, la voce bassa come al solito - solo nel modenese, ci sono decine di atleti che corrono ben più forte di me e che magari potrebbero stupirsi di questo articolo».

Possibile. Nell'immaginario podistico delle non competitive modenesi, tuttavia, Davide Benincasa è l'uomo da battere. Sempre, a prescindere. Perché, anche se puntualmente defilato, per scelta, alla partenza, l'andatura dinoccolata dell'atleta in maglia biancoverde finisce sempre per essere la prima dietro all'apripista.

«Io sono un podista anomalo - spiega la punta di diamante della Podistica Madonnina - non seguo tabelle, non ho mai avuto un allenatore e non ho mai programmato i miei allenamenti in vista di una gara specifica. Semplicemente, non ne sarei capace. Corro, perché ho scoperto che mi piace farlo. Mi alleno tutti i giorni, me lo impongo, una sorta di impegno serale con me stesso. A sensazione, talvolta anche solo cinque chilometri, l'importante è farlo, è come sapere di aver fatto il mio dovere. Ma l'allenamento in sè, per me è una sofferenza, non riuscirei mai ad alternare lavori di qualità, lunghi e ripetute come fanno gli atleti seri. A me piace confrontarmi con gli altri, trovare il mio ritmo e testare il mio stato di forma in gara, sia anche una non competitiva. Mi dà lo stimolo giusto per migliorare, ne ho bisogno. Per questo le corro quasi tutte».

Vincendole. Perché, anche nell'eterno dilemma etico circa la liceità di definire vincitore il primo a tagliare il traguardo di una competitiva, Davide sa mettere d'accordo tutti, con la semplicità del suo atteggiamento da antidivo e con i modi gentili ed educati.

«Nutro solo riconoscenza verso chi organizza le corse non competitive - sorride l'atleta originario di Maranello classe 1975 - è grazie a loro che possiamo divertirci. Io ho scelto la Madonnina nel 2000, grazie ad alcuni colleghi di lavoro. Correvo saltuariamente da un paio d'anni, quando ancora il calcio era il mio sport. Una corsa a Solignano nel 1997 per sfidare mio fratello, una Corrida nel 2000, poi ho iniziato a fare sul serio, anche grazie alla squadra di Gianni Vaccari. Tutt'ora per me, l'unica tabella che conta è il programma mensile che Gianni stesso redige a mano. Io partecipo a quelle e lo faccio, ogni volta, al massimo che posso».

Chilometri tanti, altrettanti traguardi di prestigio. Fra questi, le vittorie alla Maratonina dei Due Passi nel 2013 ed alla Mezza Maratona di Calderara nel 2010. Ancora, le 4 vittorie consecutive a Marola, la vittoria alla prima edizione della Corsa sul Secchia a Villalunga nel 2010, alle Polle di Riolunato nel 2013, i 4 Circuiti del Frignano e le 6 vittorie consecutive nelle ultime 6 edizioni del Campionato Nazionale Arca. Oltre al 2h49' alla Maratona di Reggio del 2009, prima ed unica esperienza sui 42 km.

«Prediligo le distanze medie, fra gli 8 ed i 15 chilometri. Adoro le salite e lo sterrato, fin quando consente però la corsa. Non sono un amante del trail estremo, così come non amo la pista. Al di là della prestazione cronometrica, ci sono tanti posti splendidi in cui ho avuto il piacere di correre, come all'Asinara e a Ponza per il campionato ARCA. Fra i più suggestivi, le rovine dell'antica città di Palmira in Siria al tramonto, la Turchia e ancora Nashville, Memphis e Chicago negli USA. Qui a Modena, a casa mia, è invece bellissimo durante il percorso di gara trovare tantissima gente che mi riconosce, mi saluta e mi incita sempre». Altri traguardi, altrettanto importanti. Il suo allevamento di gatti Nebelung, i famosi Blu di Russia a pelo Semilungo, il Blue Mist Glare, primo in Italia (www.italiannebelung.wordpress.com) di cui fa parte anche Ladoga's Tamerlan, splendido esemplare campione del Mondo. E quella sua passione per la letteratura in generale e per la poesia nello specifico, sfociata in due recenti pubblicazioni: la silloge poetica Intrecci di Rime del 2011, pubblicata da "Gli Occhi di Argo" ed il volume "L'Eredità di Dracula" edito da "Edizioni della Sera" nel 2014, scritto a quattro mani con la poetessa Eufemia Griffo. Del Benincasa autore hanno scritto: "fa, semplicemente e con modestia, la cosa più difficile di questo mondo».

Non male, anche con riferimento alla corsa.

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