Modena, via all’era di Hernan Crespo
«Non vedo l’ora di cominciare e conoscere i ragazzi. A loro chiedo chiarezza, alla società la qualità per fare bel calcio»
Un clima disteso e sereno quello che si respira al club Mammut, il luogo scelto dal Modena per il raduno di squadra e staff tecnico. I giorni tesi dei playout sono ormai archiviati, ora a prevalere è la volontà di voltare pagina nel nome di Hernan Crespo, l'uomo voluto da Antonio Caliendo come base su cui costruire la prossima stagione. Il tecnico argentino è il secondo ad arrivare, preceduto solo da Manfredini, poi man a mano arriva il resto della rosa: in sostanza quella dell'anno passato, con i ritorni dei prestiti, come Mazzarani, Stanco e Nardini, mentre l'unica novità è il neo acquisto Giorico. Crespo appare il più "affamato" di calcio: «Non vedo l'ora di iniziare - dice l'argentino - ho voglia di conoscere i ragazzi, capire quale sia il loro approccio alla professione; ci sarà un periodo di studio da entrambe le parti come è normale che sia in questa prima fase. Un ritiro in cui la serietà e la programmazione saranno fondamentali, i giocatori devono sapere fin d'ora che qui non si gioca a nascondino, ma ci deve essere chiarezza, dobbiamo fare della limpidità una delle nostre priorità, per questo ho fatto preparare per loro un programma dettagliato». Ritiro che spesso fa rima con mercato: «Ho spiegato quali sono le mie esigenze e la società sa benissimo cosa serve. Ci sono situazioni che possono essere importanti per la nostra realtà e la dirigenza se ne sta occupando. Garcia? Ovviamente ho una visione totale dell'Argentina e conosco bene le specifiche realtà, tra cui quella di Garcia, un profilo che stiamo valutando. Alla società ho detto la mia, ma ci sono tanti aspetti, sportivi ed economici, da tenere in considerazione; per ora mi tengo i giocatori che ho». Ma per fare il bel calcio serve qualità: «Ho le idee molto chiare, voglio creare una squadra che faccia un calcio intenso, che sia corta e che giochi il pallone, ma per farlo servono giocatori di qualità. L'obiettivo resta quello della dirigenza, cioè una salvezza tranquilla, ma ribadisco quello che ho detto in sede di presentazione: non mi basta».
Giovanni Balugani
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