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Si ritira Elisa Cusma, regina degli 800: «Vorrei insegnare»

di Davide Berti
Si ritira Elisa Cusma, regina degli 800: «Vorrei insegnare»

Atletica. La ragazza di Piumazzo, che oggi compie 34 anni, dice basta: «Mi restano tante amicizie, decisione sofferta»

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Una volta ci aveva detto: «Il ricordo che conservo indelebile è la gara di Osaka - 1’58”63 ai Mondiali del 2007, ndr - dove ho fatto il record personale. Nessuno ci credeva. Una grande emozione». Già, nessuno che credeva ad Elisa Cusma, uno scricciolo venuto da Piumazzo che da metà anni Duemila in avanti è stata una speranza azzurra a suon di titoli italiani, muri superati - quello dei due minuti - successi e delusioni come in tutte le carriere che si rispettano.

Quella di Elisa Cusma finisce qui: il ritiro dai professionisti in una calda estate modenese, la più calda, come lei è stata l’atleta più applaudita degli ultimi anni, con quel doppio giro di pista da togliere il fiato.

Elisa Cusma è l'incarnazione della campionessa che si è fatta da sola, tutta lavoro e concentrazione, e non ci sta a sentirsi messa da parte. Da parte, per così dire, ci si mette lei: «Ho preparato la stagione invernale perchè da sempre è quella che è riuscita a darmi le soddisfazioni migliori: poco tempo per prepararsi e poi via, subito in pista. Poi la decisione, che comunque è sofferta, perché l’atletica è la mia vita, l’atletica è la mia famiglia».

Partita quasi per scherzo e arrivata fino alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Se ne era accorto Gianni Ferraguti, l’ha coltivata il suo tecnico Claudio Guizzardi, ha tifato per lei il papà Lucio Cusma, sportivo doc con la passione per la boxe ma innamorato delle imprese sportive della figlia. Sua la prima telefonata prima e dopo ogni risultato, anche in redazione per segnalare le imprese della figlia: «Ha un cuore sportivo - dice sempre Elisa - e sa cosa significa sacrificarsi per un atleta». Ora Elisa Cusma guarda al futuro, vede lungo come ha sempre fatto. Il Mollificio Modenese Cittadella l’aveva plasmata, coi colori dell’Esercito era giustamente arrivata al top ma il campo scuola di Modena è sempre stata la sua casa e continuerà ad esserlo: «Mi piacerebbe allenare e farlo all’Accademia Militare di Modena». E chissà che non inizi una nuova e brillante carriera. Da atleta ha fatto tanto, e Modena può soltanto dirle grazie per un colore, l’azzurro, che continuerà certamente ad accompagnarla. E oggi un augurio in più: quello per i suoi 34 anni.

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