«Il Sassuolo si godrà ancora Berardi, è diventato grande»
Mister Di Francesco: «El Kaddouri mi piace, ma preferisco tenere Vrsaljko. Zapata era il centravanti che volevo». Mercato: mirini su Defrel e Belotti
Il Sassuolo saluterà oggi pomeriggio la Val Venosta, ma martedì sarà già pronto a ripartire per affrontare altre due settimane in quota, questa volta in Appennino, con un Duncan in più nel motore. Prima di salutare Malles e le Alpi, Eusebio Di Francesco ha tracciato un bilancio delle prime settimane di ritiro e delle operazioni di mercato sin qui condotte dalla società. In collegamento con la trasmissione di Sky “Calciomercato – L’originale”, il tecnico del Sassuolo ha parlato di presente e futuro ma anche del passato.
RITIRO E REGOLE
«Il primo giorno – ha raccontato – ho chiesto ai giocatori di scrivere le regole del gruppo. Quella prioritaria riguarda il rispetto. Un esempio? Se in una partita chi viene sostituito lascia il campo senza salutare il compagno che subentra è prevista una multa salata da pagare all’interno dello spogliatoio ed è anche possibile un provvedimento da parte della società. Sono molto soddisfatto di queste prime settimane di ritiro: ho ritrovato un gruppo che ha tanta voglia di lavorare e continuare a migliorarsi».
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ZAZA E IL SOSTITUTO
«Perché la Juve ha scelto Zaza? Anche Conte ha detto che in Italia c’è carenza di centravanti veri: Simone è il prototipo di bomber da area di rigore, deve ancora completare la sua maturazione, ma in bianconero migliorerà ancora di più. Per sostituirlo volevamo Zapata, lo seguivamo da tempo ed era l’attaccante ideale. A forza di parlarne, però, non è arrivato. Belotti è un profilo interessante, che i miei direttori potrebbero stare seguendo come tanti altri giocatori. Anche Defrel è un ottimo giocatore, ha grandissime qualità: va capito un po’ di più quali siano le sue caratteristiche e il suo vero ruolo».
VRSALJKO E BERARDI
«Terzini come Sime in questo momento non se ne trovano. Ha bisogno di stare un anno con noi, perché gli manca ancora costanza, ma ha mezzi straordinari e l'anno prossimo avrà il doppio delle richieste che ha ricevuto quest’anno. El Kaddouri? Mi piace molto, però vorrei restasse Vrsaljko. Domenico mi impressionò sin dal primo ritiro, quando ancora eravamo in serie B, ma in questi tre anni è cresciuto tantissimo sotto tutti i punti di vista: oltre ai gol, riesce a fare anche tanti assist, sa mandare i compagni in porta. Ha un carattere facilissimo da modulare, ha smussato tantissimo i lati negativi della sua personalità e pian piano sta riuscendo a fare bene anche ciò che prima non gradiva tanto, come le interviste. Sta capendo il suo ruolo, il suo essere giocatore importante anche fuori dal campo».
DI FRANCESCO IERI E OGGI
«Non voglio parlare delle offerte ricevute al termine della passata stagione ma di cose concrete. Sono ancora qui con grandi motivazioni, perché questo ambiente mi permette di portare avanti la mia idea di calcio. Ho dato tanto al Sassuolo e ricevuto altrettanto, la situazione migliore che un allenatore possa vivere. Come descriverei il ruolo dell’allenatore moderno? Deve essere una figura autorevole e non autoritaria, brava a farsi ascoltare e capire: io provo a farlo, cercando prima di tutto di essere me stesso e capendo che non tutti i giocatori sono uguali, dunque a volte sono necessarie attenzioni differenti. Mi piace insegnare calcio e non penso di “scimmiottare” Zeman, ma parlo spesso di lui perché per me è stato un maestro importante».
Marco Costanzini
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