Berardi: «Tanti gol e l’Europeo»
La stella del Sassuolo: «Felice di essere rimasto, alla Juve non penso. Mi sento simile a Robben»
«Ho tre obiettivi per questa stagione: segnare ancora tanti gol, raggiungere un’altra salvezza tranquilla con il Sassuolo, magari chiudendo a centro classifica, e andare all’Europeo con la Nazionale. Perché quest’ultimo possa diventare realtà, però, devono prima realizzarsi gli altri due».
Domenico Berardi ha le idee molto chiare alla vigilia della sua quarta stagione con la maglia neroverde e ormai si è tolto di dosso l’imbarazzo di manifestarle anche senza la palla tra i piedi. Lo aveva spiegato proprio 24 ore prima Eusebio Di Francesco, quello che per il gioiellino calabrese è più di un semplice allenatore: «Domenico – aveva detto – è cresciuto tantissimo in questi anni, ha smussato i lati negativi della sua personalità: sta capendo il suo ruolo, il suo essere giocatore importante anche fuori dal campo».
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Così, in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Berardi ha aperto il suo cassetto dei sogni, partendo da quel suo legame fortissimo con il Sassuolo e Di Francesco che gli ha suggerito di restare un’altra stagione nella sua seconda casa, rinunciando ad approdare alla Juventus, con tanta voglia di stupire ancora, di migliorare il proprio bottino di reti in serie A (sin qui 31 in due stagioni, ndr) e di conquistare la maglia della Nazionale proprio in occasione degli Europei di Francia 2016.
ERRORI E MATURAZIONE
«Ho commesso errori che mi hanno aiutato a crescere», ha commentato in merito alle espulsioni rimediate negli ultimi campionati.
«Quando sono stato cacciato dopo 48 secondi, nella sfida con il Parma di due stagioni fa, c’erano tanti problemi: vivevo male la mia situazione e quella della squadra, avevo accusato il colpo dell’esonero di mister Di Francesco. Sto cercando di migliorare nell’autocontrollo, ma non sempre è facile».
Proprio Di Francesco ha detto che Berardi è migliorato anche quanto a continuità e che è diventato in tutto e per tutto uomo-squadra, non pensando solo a segnare ma mandando in porta i compagni spesso e volentieri: «In fondo non sono un cannoniere – ha riconosciuto Berardi – dunque mi sono dedicato più alla squadra, in un processo di crescita che mi permetta di diventare un attaccante completo. Il fatto di aver segnato così tanto ha sorpreso anche me, ora ci ho preso gusto e non voglio fermarmi».
OBIETTIVI E SOGNI
«Nel prossimo campionato mi piacerebbe toccare ancora una volta la doppia cifra e battere il mio record di gol, dunque segnarne 17: questo vorrebbe dire essere d’aiuto al Sassuolo nel conquistare un’altra salvezza tranquilla, provando a chiudere il campionato a centro classifica, e magari conquistare la chiamata di Conte in Nazionale. Ci spero, poi quello che verrà, verrà».
SASSUOLO E JUVENTUS
«Sono un prodotto del Sassuolo e mi sento tale, devo tutto a questo club e a tutte le persone che mi hanno permesso di realizzare il mio sogno. A Sassuolo sto bene come se fossi nella mia Bocchigliero, per questo sono contento di essere stato riscattato. Pensare che facevo il raccattapalle dietro la porta di Pomini e che ora ci gioco assieme mi sembra una favola. La Juve è la Juve e può riscattarmi l’anno prossimo, dunque ogni discorso è aperto, ma non voglio pensarci. Devo confessare che una volta rifiutai la Juve: era il 2006, avevo 12 anni e un emissario del club venne a vedermi in un torneo in Calabria: voleva portarmi subito a Torino ma ricordo che piansi al sol pensiero di dover lasciare la mia famiglia e la mia terra».
IDOLI E TIFO
«Se guardo a colpi, mi sento simile a Robben. Se invece dovessi dire a quale campione mi ispiro farei due nomi: Messi per tecnica e classe, Ibrahimovic per potenza e abilità. Se è vero che tifo Inter? Da ragazzino sì, ora invece sono solo un grande appassionato di motori, tifosissimo della Ferrari e di Valentino Rossi. Fuori dal campo sono una persona tranquilla, che ama il suo lavoro: vivo a Modena da solo, sono fidanzato con Francesca, ragazza di Sassuolo, e mi piace stare con gli amici. Quali sono nel calcio? Benassi (il modenese del Torino, ndr) e i miei compagni di squadra».
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