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Modena, Crespo star, Goleada per iniziare e festa a Fanano

Hernan Crespo, tecnico del Modena
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Hernan Crespo, tecnico del Modena

Il tecnico sommerso dall'affetto dei tifosi, dodici gol dei gialli con tutte le punte a segno. La soddisfazione di Marchionni, Stanco, Caliendo e del tecnico argentino

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FANANO. Anche se non conta nulla, una goleada fa sempre bene. Ai giocatori per alleviare la fatica dei primi giorni di preparazione, e anche ai tifosi saliti numerosi, quasi 500, a Fanano per la prima dei gialli. Insomma, dodici gol tirano su il morale e il battesimo di Crespo sulla panchina gialloblù, nell'amichevole contro una selezione di dilettanti della Montagna, si trasforma in una festa gialloblù. Perché l'astinenza da Modena pesa al popolo geminiano che risponde al richiamo dei canarini e sale sull'Appennino anche per regalarsi una botta di fresco all'ombra del Cimone. Poi per i ragazzi della Curva è anche un valido motivo per celebrare il raduno con una salutare grigliata. Il test è di poco valore, vuoi per la consistenza dello sparring partner, ma anche perché il Modena è ben lontano dalla squadra che dovrà affrontare il prossimo campionato di serie B. Il centrocampo è tutto da costruire e dal mercato debbono ancora arrivare i giocatori in grado di completare, secondo le indicazioni di Crespo, sia la linea difensiva che il reparto avanzato.

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Tre i volti nuovi: Giorico, Provedel e Marchionni, gli altri sono tutti conosciuti. Una premessa: in cinque giorni di ritiro Crespo e il suo staff di preparatori hanno praticamente spappolato le gambe di Granoche e compagni, tutti tiratissimi nel fisico e anche nel volto. Bel segno. Ed eccoci alla partita. Crespo deve inventare un po' in tutti i reparti e si presenta con un 4-3-3 che nel primo tempo prevede Manfredini tra i pali, Calapai, Cionek, Marzorati e Rubin nella linea arretrata e Giorico alle spalle dei due interni Osuji e Nizzetto. Davanti Granoche riferimento centrale per Ferrari, che parte a sinistra, e Luppi piazzato sul versante opposto. I gialli impiegano qualche minuto a sciogliere l'acido lattico e a trovare un po' di gamba. Al 12' inizia la goleada con un colpo di testa di Luppi su cross di Rubin. I gialli cercano soprattutto verticalizzazioni e dinamismo sugli esterni: c'è poco spazio per il palleggio laterale. Ferrari sbaglia qualcosina e si becca un po’ di fischi, ma mette tutti a tacere con due gol in 4 minuti: il primo di testa su angolo di Giorico, il secondo di destro dopo essersi liberato bene in area. Luppi, servito da Giorico, fa pari con i gol del compagno e siccome non c'è Modena senza i gol di Granoche, ecco i due timbri del Diablo su assist di Ferrari e Luppi a chiudere il primo tempo sul 6-0.
Nella ripresa restano in campo solo Luppi e Nizzetto. Il resto cambia tutto. Provedel in porta, Aldrovandi, Zoboli, Gozzi e Zucchini dietro, Besea davanti alla difesa, Nardini e Sakaj i due interni. Stanco si piazza tra Luppi e Nizzetto che si diverte a servire assist. Il primo a Stanco per il 7-0, il secondo a Sakaj per l'8-0. Luppi firma la nona rete con un bel destro liftato da fuori, poi ancora Sakaj di testa su cross di Zoboli. In campo anche Marchionni per Luppi e l'ala appena prelevata dal Chievo sciorina un gran destro per l'11-0. Manca un gol per far pari con la squadra del primo tempo: ci pensa Stanco. Martedì di nuovo in campo con il Castelvetro.

CRESPO SODDISFATTO

E' un piccolo bagno di folla quello che i tifosi canarini riservano a Hernan Crespo. A fine partita è la sagra del selfie e il nuovo tecnico canarino è ben disposto a mettersi a disposizione dei tifosi che lo hanno aspettato per molto dopo la fine della prima amichevole stagionale. Crespo, arriva nella bucolica area interviste del campo di Fanano dopo un lungo scambio di battute con Antonio Caliendo. «Ho sentito il patron molto contento per quello che la squadra ha cercato di fare in questa prima uscita e questo rende felice anche me.

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E' passata solo la prima settimana di lavoro – ha spiegato il neo tecnico gialloblù – nel corso della quale i carichi sono stati pesanti. Pensavo di trovare la squadra un po' più in difficoltà, invece ho notato applicazione e voglia di mettere in pratica ciò che già abbiamo avuto modo di provare in allenamento. Per molti di questi ragazzi, il metodo risulta nuovo ma proprio questo aspetto di novità li ha forse indotti ad essere sin dall'inizio partecipi. Il 4-3-3 di riferimento è solo una sequenza numerica. Il modulo lo fanno i giocatori. E' la mentalità quella che fa davvero la squadra. Alla fine del primo tempo, avevano segnato tutti gli attaccanti e questo è un piccolo segnale che il gruppo comincia a ritrovarsi in quello che stiamo cercando di portare avanti». Senza particolare fretta ed evitando di porla come una condizione, Crespo non ha però mancato di fare il punto anche sul gruppo che attualmente ha a disposizione. «L'organico mi piace, perchè ho trovato solo giocatori disposti a non risparmiarsi. E' innegabile però che ci sarà ancora molto da fare sul mercato per sistemare qualche vuoto che appare abbastanza evidente. In particolare mi riferisco al centrocampo, dove serviranno innesti per rendere l'organico più completo. Col tempo, quando si presenteranno le occasioni giuste, sono certo che la società saprà portare a termine il proprio compito». Tutti sono rimasti sorpresi dalla durezza degli allenamenti di Crespo: «Dovrebbe essere la norma e invece voi vi sorprendete. La condizione fisica è basilare. Non c'è solo la palla. Ci sono anche la testa e le gambe. Ciò che facciamo è mirato a tirare fuori il meglio da ciascuno di questi giocatori».

CALIENDO E L'ARIA NUOVA

È sereno Antonio Caliendo al termine della prima uscita stagionale del Modena e il motivo è presto detto: «Era da tempo - spiega il presidente canarino - che non si respirava un'atmosfera così tranquilla e non mi riferisco solo al fattore esterno (nessuna contestazione nei suoi confronti, ndr), ma anche al rettangolo di gioco. Ho visto i calciatori in campo motivati, pronti ad aiutarsi e il merito è tutto di Crespo: si vede la mano del nuovo tecnico, uno che da giocatore ha avuto esperienze internazionali di altissimo livello e che da allenatore sta trasmettendo tutte le sue conoscenze al gruppo.

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Chiaramente siamo di fronte solo alla prima uscita stagionale, contro una formazione dilettante e quindi si tratta di una semplice sgroppata, ma alcuni giocatori mi hanno colpito positivamente. Aldrovandi, ad esempio, partito due anni fa per il Chievo ancora acerbo, e tornato uomo maturo; poi ci sono Sakaj e Besea che sono di nostra proprietà e saranno utili in futuro. Anche i nuovi innesti mi sono piaciuti, in particolare Giorico che si è dimostrato un "architetto" del centrocampo, con grande padronanza delle geometrie di gioco. Sono tutti segnali positivi per la stagione che andiamo ad affrontare». Prima del match Caliendo e Crespo si sono incontrati ed hanno parlato di mercato: «Sono consapevole del fatto che la squadra non sia completa, specialmente nel reparto centrale dove ancora ci manca qualcosa.

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Ci servono due tre colpi importanti per aumentare la nostra competitività, ma il mercato è una bestia strana. Pensate a giocatori importanti, per i quali bisogna sborsare anche somme elevate: non sono sempre sinonimo di un grande colpo, le cifre non fanno i calciatori. Per questo monitoriamo con attenzione tutto il mercato, tenendo sotto controllo alcuni giocatori che magari non hanno un nome altisonante, ma che poi in campo sanno fare la differenza. Lavoriamo sodo per dare a Crespo una rosa completa».

I DUE SOGNI DI MARCHIONNI

Lorenzo Marchionni, classe '94, forse non aveva mai visto così tanti taccuini e telecamere puntate verso di lui e quando inizia l'intervista sembra ancora un po' spaesato. D'altronde è facile capirlo, dato che ha fatto il suo arrivo al Modena solo tre giorni fa dopo una stagione trascorsa a Gubbio in Lega Pro: Taibi lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto e controriscatto dal Chievo. In campo ha fatto l'esordio nella ripresa ed è suo il gol più bello di giornata, con una splendida conclusione sul secondo palo dal limite, anche se le gambe non girano ancora al meglio: «Ho iniziato subito a lavorare duramente - spiega Marchionni -

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il primo giorno è stato davvero pesante con tante ripetute, soprattutto per me che fino a qualche tempo fa ero a Verona per terminare le cure dopo gli infortuni dell'anno scorso. Pian piano assorbirò le fatiche e sono sicuro che le gambe inizieranno a sciogliersi e sarò più in palla». E questo sarà un elemento fondamentale per un giocatore che fa proprio della velocità una delle armi migliori: «Sono un esterno classico, destro di piede ma che ha sempre giocato a sinistra. Mi piace puntare l'uomo, cercare il dribbling e magari rientrare sul piede forte». Marchionni vive i primi giorni canarini come un sogno: «Devo ammettere che il Modena ci ha messo poco per convincermi, per chi arriva dalla Lega Pro la serie B è un bel salto di qualità. Poi lavorare con Crespo è stimolante, in particolare per chi è milanista come me. Sono solo all'inizio e so che la strada davanti a me è lunga, ma aver iniziato con una rete è sempre importante per un attaccante».

FRANCESCO STANCO

Francesco Stanco ha l'aria di chi è tornato a casa, dopo un anno trascorso tra Pisa e Cittadella: «Qui mi sento in famiglia, ho ritrovato un gruppo eccezionale con cui non ho mai smesso di sentirmi. Io a Modena sto bene e questo non posso negarlo, ma allo stesso tempo ho parlato con Caliendo e Taibi del mio futuro. Lo abbiamo fatto con estrema tranquillità e pacatezza, loro sono contenti di me; vedremo come si evolverà il mercato da qui a fine agosto. Di una cosa sono certo, dopo i gol a Cittadella ho dimostrato di essere un giocatore di serie B e quindi in Lega Pro non scenderò più».

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Poi l'impressione di Stanco su Crespo e il ritiro: «Devo ammettere che si tratta di uno dei ritiri più duri che ho affrontato in carriera. Si lavora tanto, ma la metodologia è diversa dal solito quindi c'è grande attenzione nell'affrontare ogni seduta di allenamento. Crespo? Ero tifoso milanista, è un piacere essere un suo giocatore. Si vede che ha smesso da poco perché ha la grande capacità di far stare bene tutto il gruppo e di rapportarsi con i calciatori nella maniera giusta».

 

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