Baraldi col Settebello: «Ripagherò la fiducia»
Il centroboa della Canottieri Napoli è di Soliera ed è cresciuto a Carpi: «La cosa più importante è la squadra, dimostreremo tutto il nostro valore»
Carico, come è sempre lui. Fabio Baraldi è coi piedi ben piantati per terra. Il colosso di Soliera, cresciuto a Carpi e oggi punto di forza della Canottieri Napoli si appresta a vivere una delle avventure più importanti della sua carriera: i Mondiali a Kazan con il Settebello della pallanuoto. È il centroboa sul quale il ct Sandro Campagna ha puntato e lui non vuole deludere le attese.
Il debutto in acqua questa mattina con la Grecia, poi la Russia (mercoledì) e gli Stati Uniti (venerdì).
Che sensazioni hai?
«Adesso sto bene. Ho avuto un problema alla spalla destra nel torneo di avvicinamento al Mondiale, ma adesso è tutto ok e non vedo l’ora di cominciare e spero che il mio stato di forma possa crescere partita dopo partita».
Pesa la calottina del Settebello in un Mondiale?
«La calottina azzurra è sempre pesante. Quando suona l’inno sono le responsabilità ad indossarla a prevalere».
Emozionato o intimorito?
«L’emozione c’è, inutile negarlo, ma è quella positiva, quella che quando inizia il torneo sparisce per fare posto ad altro. Dopo il fischio d’inizio esiste solo la vasca e non si sente più niente. L’adrenalina fa da padrona su tutte le emozioni. Se devo scegliere un aggettivo dico voglioso di iniziare e concentrato».
Non è un mistero che il commissario tecnico Sandro Campagna abbia puntato molto su di te.
«Sì, è vero, sento la responsabilità ma la prima cosa da tenere presente è sempre “il gioco”, è lui che alla fine del match vince sempre: è la squadra la cosa più importante».
Come affronti questa vigilia?
«Metterò tutto me stesso per non uscire mai dall’acqua con qualche rimpianto».
Cosa ti aspetti personalmente da questo Mondiale?
«Una grande crescita personale. Ma in primis mi aspetto la qualificazione olimpica, sarebbe il giusto premio al lavoro fatto fino ad oggi».
Per la squadra, invece, cosa cambierà?
«Sarà una manifestazione utile per crescere e per cementare ancora di più il gruppo, sempre in vista delle Olimpiadi. Quello è per noi l’appuntamento più importante in agenda. Il Mondiale sarà utilissimo per capire realmente il nostro valore, vedere a che punto siamo e avere così indicazioni importanti in vista dell’anno prossimo».
Impossibile, par di capire, non pensare a Rio 2016?
«Sono lì davanti a noi, come si fa a far finta di niente. Ma dobbiamo pensare una cosa alla volta . Prima del Brasile ci sono ancora questi Mondiali, un Europeo e un eventuale torneo di qualificazione oltre alla World League. Sarà una stagione lunghissima, ma allo stesso modo molto affascinante perché sappiamo di poterci togliere grandi soddisfazioni».
Davide Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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