Boom dei cartellini nel settore giovanile: rivolta nei club
Il costo imposto dalla Figc sfiora 23 euro con l’assicurazione Chezzi: «È una vergogna». Neri: «Una decisione assurda»
Si parla tanto di settori giovanili, di promozione sportiva, di attività sociale e necessità di qualificare il lavoro fin dalla base. Eppure per i dilettanti arriva un’altra stangata, vergata da Roma (il comitato regionale e la delegazione provinciale l’hanno soltanto comunicato, ma non hanno deciso nulla in merito) e fatta calare - in silenzio - sulle società sorprese e allibite. Perché in molti, analizzando gli oneri finanziari della stagione appena iniziata, si sono accorti dell’aumento esponenziale dei costi dei cartellini per il settore giovanile, dai Pulini agli Allievi. Si sfiorano i 23 euro con le tasse che aumentano di un euro a tesseramento e l’assicurazione che schizza dai 3,90 di Allievi e Giovanissimi e dai 5 di Pulcini ed Esordienti a quota 13,50 per tutti. E la spiegazione, fornita da Roma, che “l’importo dell’assicurazione comprende l’unificazione delle precedenti garanzie Base e Plus con l’annullamento della franchigia” non convince.
«È una delle operazioni peggiori degli ultimi anni - tuona Paolo Chezzi della Virtus Castelfranco - Fatta in silenzio, senza comunicarlo. Si fa pagare ai dilettanti i minori trasferimenti del Coni, ma lo si fa in modo scorretto, tassando il settore giovanile. E la cosa che mi stupisce è che molti presidenti si lamentano in privato ma poi nelle riunioni stanno zitti. Guai al primo che in futuro mi verrà a parlare di sostegno all’attività sociale, quello che sta accadendo è un business da milioni di euro fatto pagare alle piccole società, che si trovano costrette, di punto in bianco, a trovare 2-3mila euro in più se non vogliono aumentare le quote».
Chi si è lamentato anche in assemblea è Angelo Neri, presidente della Solierese e delegato delle società modenesi. «È un aumento sproporzionato che non ha spiegazioni: quanti ragazzini si fanno male? A me ne è capitato uno nella stagione scorsa. E poi mandi via le pratiche e spesso non le liquidano. Piuttosto ci avessero fatto pagare qualcosa in più per la prima squadra, ma per dei bimbi... Si sperava che con l’arrivo di Tavecchio i dilettanti avessero una tutela particolare, ma evidentemente non è così. Invece che discutere su quando far iniziare i campionati, come è avvenuto in riunione, forse è meglio che le società analizzino questi aspetti. Parliamo di costi aggiuntivi che devono coprire i club o con uno sforzo ulteriore o facendo leva sulle famiglie in un momento non certo positivo». (flo)
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