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La favola di Erika, yankee modenese ora stella d’Europa

di Davide Berti
La favola di Erika, yankee modenese ora stella d’Europa

Piancastelli protagonista con l’Italia all’esordio azzurro: «Per me un onore, vivo negli Usa ma qua è tutto fantastico»

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La notte dopo il successo è in pullman, per rientrare in Italia. Festeggiamenti e viaggio, con la mente, e non solo, che ad appena 18 anni arriva già sul tetto d’Europa con la nazionale assoluta per spiccare il volo. Erika Piancastelli ha lasciato l’Italia da bambina ma Modena ce l’ha nel cuore e con il suo perfetto italiano che sa di yankee si racconta per la prima volta.

Ancora emozionata?

«Sì, tantissimo. Per me è stato un onore giocare in questa Italia. Ancora non ci credo».

La prima cosa che hai fatto dopo aver alzato le braccia al cielo?

«Ho abbracciato il nostro capitano, Eva Trevisan, che ci ha trascinate al successo».

Hai esordito con la nazionale maggiore: più la paura o la soddisfazione?

«La soddisfazione per una trasferta che non dimenticherò mai».

A chi dedichi questo successo?

«Ai miei genitori: hanno sempre creduto in me e sono stati i primi a sostenermi per diventare il giocatore che sono diventata. Vorrei anche dedicare questo traguardo a mio nonno, Giuseppe Auletta, che era il mio primo tifoso: tutto questo è anche per lui».

Facciamo un passo indietro: a che età hai iniziato a giocare?

«Già a sette anni, la mia prima squadra si chiamava Ozone Gold».

Mai avuto dubbi? Subito softball come sport?

«Prima anche basket, ginnastica e pallavolo. Ma il softball...».

...il softball è un affare di famiglia.

«Certamente ha influito avere due atleti come genitori, ma mi hanno lasciato scegliere. Poi sono stati i primi ad essere felici».

Mamma dice che l’hai già superata: ti ha insegnato qualche segreto?

«Tutto quello che sa me lo ha trasmesso, sono fortunata».

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Cosa si prova ad essere una delle giocatrici più forti degli Stati Uniti già così giovane?

«È un onore, e la cosa mi spinge ad andare sempre più avanti con determinazione».

I tuoi prossimi impegni con la nazionale?

«In agosto i mondiali juniores in Oklahoma».

Cosa vorresti fare da grande?

«Diventare una pediatra o una fisioterapista».

Quanto ti manca l’Italia?

«Tanto. Negli Stati Uniti sto bene ma l’Italia è tutta un’altra cosa, la cultura che c’è qui non c’è da nessuna altra parte».

Cosa ti piace di Modena?

«Ci torno almeno una volta all’anno, tutte le estati ed è sempre bellissima. Qui in Italia ho tutti i miei parenti, amici che conosco fin da quando ero piccola e nuovi amici che sono riuscita a coltivare anche col tempo, nonostante la distanza. La cosa che faccio sempre è un giro in centro coi miei genitori, mia sorella e una passeggiata nei tanti parchi che ci sono: Modena per me è stupenda perché a misura di ragazzi e famiglie».

Quando non fai sport e hai un po’ di tempo libero qual è il tuo passatempo preferito?

«Il cinema perché adoro i film comici».

Da sportiva e americana d’adozione non puoi non avere una passione sportiva: per chi fai il tifo?

«Ovviamente New York Yankees».

Noi, invece, tifiamo per Erika Piancastelli...

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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