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Sassuolo, lo stemma distrutto diventa un caso

Sassuolo, lo stemma distrutto diventa un caso

E’ già stato riattaccato ma i tifosi granata continuano attaccano: “Stemma della Reggiana usato per chiudere un tombino”

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Se a Sassuolo la vicenda dello stemma staccato domenica al Mapei Stadium (già riattaccato) non ha suscitato particolari reazioni. Il neopresidente della Reggiana Compagni ha chiamato l’ad neroverde Giovanni Carnevali e sul sito del club granata sono comparse le scuse per il gesto opera, a quanto pare, di un singolo tifoso. La reazione dei tifosi granata è arrivata via web - come riporta la Gazzetta di Reggio, ed è molto stizzita. C’è anche chi ricorda che uno stemma della Reggiana è stato usato per chiudere un tombino.

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«Ma quelli che oggi criticano e pretendono scuse – si legge nel Gruppo Vandelli – dov'erano quando la Mapei ha sfregiato per due anni i simboli della Reggiana e ci ha anche presi in giro dicendo sino all'ultimo giorno che non avrebbe comprato lo stadio. I benpensanti di oggi dov'erano qualche mese fa?! Ricordiamo inoltre che la Reggiana viene sfrattata dal Giglio: i trofei granata sono finiti in uno sgabuzzino e il museo granata e' stato sradicato per far posto al ristorante».

Dello stesso tenore l’intervento del gruppo Brigata Severino Taddei: «Nello stadio Giglio che vorrei, tu Sassuolo non ci sei. Per due anni hanno sbeffeggiato il nostro simbolo e ora per un gesto di un tifoso montano una telenovela cosmica. I seggiolini al Giglio sono marci e vanno sostituiti. Perché non hanno aperto curve e distinti ?».

«U.s. Sassuolo si scusa con i tifosi della reggiana calcio per i vari soprusi fatti nel vostro stadio costruito da voi reggiani e comprato in successione da noi a causa di un'amministrazione incapace.....a quando questo comunicato? – si chiede Gabri di Face Regia 1919 –. Noi non ce l'abbiamo con i tifosi del Sassuolo ma con una società che ha fatto di tutto per eliminare il marchio Reggiana dal proprio stadio invadendo la nostra città con la politica di fare innamorare i giovani di Reggio e non alla serie A. Ma a Reggio vige un altra legge, un altro colore che soldi e serie A non può comprare".

Elena Bonacini minimiazza l’accaduto: «Negli stadi succede e succederà sempre queste sono cavolate. Non mi sembra un grande problema».

Duro e non poteva essere diversamente, il commento di Stefano Cavazzoni: «Il Sassuolo torni al Ricci. Squinzi e soprattutto Carnevali la smettano di provocare con dispetti senza senso. Pensino a ricucire lo strappo con la città di Sassuolo che hanno abbandonato e che non considerano neppure per fare una presentazione della squadra».

Mattia Ferri: «Vi lamentate per il cartoncino strappato, ma del tombino chiuso col nostro stemma no...Rispetto chi mi rispetta».

«Pro memoria per alcuni pseudo tifosi smemorati di Sassuolo – scrive Massimiliano Casoli – vi scandalizzate per uno stemma divelto, ma vi dimenticate di quando dallo stadio hanno rimosso tutti gli stemmi della Reggiana. Recuperate dalla memoria anche il modo in cui il vostro patron Squinzi partecipo' all'asta dello Stadio Giglio». A muso duro Giovanni Fontanesi: «Non è la Reggiana che deve chiedere scusa ai tifosi del Sassuolo ma loro perché a Sassuolo ci sono dei tifosi che non sono tifosi».

Fabrizio Iotti: «Il vandalismo è sempre da condannare ma anche il gruppo Mapei ha le sue colpe».

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