«Ero morto, ma che bello»
Il campione: «Sun Yang ha incasinato tutto»
Avrà tempo per realizzare quello che ha combinato a Kazan, ma le prime sensazioni di Gregorio Paltrinieri sono quelle di uno sportivo a cui è stato tolto qualcosa. L’assenza del rivale cinese, il fuoriclasse, l’uomo da battere, gli ha negato di dimostrare al mondo che lui, 20enne di Carpi, è il più forte di tutti sui 1500 metri stile libero. Una sorta di delusione che solo gli sportivi di alto lignaggio possono capire. Vincere è bello, certo, ma trionfare lo sarebbe stato ancora di più. Perché ora qualcuno - non certo in Italia - ricorderà l’oro ai Mondiali come un successo, ma senza l’avversario più forte.
E la delusione di Greg si respira fin dalle prime battute, appena uscito dall’acqua. «Quando ho visto che non c’era Sun Yang mi è venuto il triplo della paura - ha detto - Ero pronto alla sfida. Avevo preparato la gara su di lui. Invece ha scombinato tutti i piani. Peraltro senza di lui chiunque poteva osare di più, magari provare a vincere. Mi sono trovato Cochrane di fianco che è partito a bomba. Non l’ho lasciato andare perché anche io avevo deciso di partire subito forte, ma non così tanto. Alla fine non ne avevo più e ho dovuto rintuzzare l’attacco di Jaeger. Avevo la condizione per scendere al di sotto del 14’39”, ma sono arrivato in fondo e non ne avevo più. Sono contento, contentissimo, ero davvero morto».
E sull’assenza di Sun Yang: «Sono partito non vedendolo, in camera di chiamata ci chiedevamo dove fosse, e questo ci ha destabilizzato - ammette a Raisport l’azzurro delle Fiamme Oro - Mi sembravo perso, è stata una gara forzata dall’inizio, senza di lui dovevo vincere per forza. È stata brutta. Non so cosa sia successo ma non è bello, la gara è stata condizionata, ci ha incasinato tutto. Scherzando ho detto agli altri: forse avrà paura. Poi ho pensato che arrivasse all'ultimo per innervosirci. Siamo tutti qua pronti; lui si presenta negli ultimi dieci secondi, si parte e ci stacca».
Sul podio canticchia l’inno di Mameli mentre il tricolore si alza per la prima e ultima volta più in alto di tutti alla Kazan Arena. «Il podio mi ha emozionato tantissimo. C’era tanta gente a farme il tifo per me, ad applaudirmi. Li ringrazio tutti. È stato molto bello sentirsi spinto. Senza Sun Yang forse non fa lo stesso effetto, ma è colpa sua se non c’era e io la medaglia me la sono sudata».
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