Gregorio Paltrinieri è campione del mondo
Medaglia d’oro nei 1500 stile libero con record europeo: entra nella storia
Semplicemente il numero uno. Gregorio Paltrinieri conquista l’oro mondiale a Kazan nei 1.500 stile libero, migliorando anche il primato continentale, da lui stabilito lo scorso anno a Berlino. È la prima volta che un italiano sale sul gradino più alto del podio (sulla distanza) in una rassegna iridata. Primo (e ultimo) acuto della Nazionale azzurra nel nuoto in Russia. Tre gli ori complessivi, quattro gli anni senza una vittoria nel nuoto mondiale.
L’atleta delle Fiamme Oro ha studiato a lungo la gara. È pronto all’esame, ma le domande sono diverse dalle attese. Alla sua destra, infatti, non compare Sun Yang. Non uno sfidante, ma l’avversario per antonomasia. Il cinese gli aveva strappato negli ultimi 100 metri la vittoria negli 800 stile libero. Nelle batterie di sabato Greg era riuscito a precederlo e non di poco. «Il tempo può mettere paura a Sun Yang», aveva dichiarato allora. La paura, tuttavia, è un sentimento contagioso.
«Non capivamo perché non c’era Sun Yang - spiega il carpigiano alla fine - la sua assenza mi ha messo paura, mi ha destabilizzato. Non sapevo cosa fare, sono entrato con mille dubbi e paure in più. Mi sentivo come perso». Infatti, il 20enne non parte negli migliore dei modi. C’è un altro avversario in costume rosso pronto ad approfittarne. Non Yang, ma Ryan Cochrane. Il canadese fa subito la lepre e passa a condurre dopo i primi cento metri. Il vantaggio è minimo (due decimi), ma inizia a crescere. Ancora due vasche e il divario cresce a mezzo secondo (1’53”68 contro 1’54”18).
Paltrinieri aumenta il ritmo dopo i primi 400 metri, mentre Cochrane appare un po’ più spento. Al passaggio dei 450 Greg è indietro di appena sette centesimi (4’20”88 contro i 4’20”81 dell’nordamericano). Cinquanta metri dopo il carpigiano è avanti di 23 centesimi. L’argento olimpico si allontana a ogni bracciata, ma c’è un altro atleta del nuovo continente che si avvicina. È lo statunitense Connor Jaeger. Dopo il primo chilometro l’americano supera Cochrane e si mette a caccia di Paltrinieri.
Da metà gara in poi Jaeger nuota ogni vasca sempre sotto i 30 secondi, con gli ultimi due passaggi in 28”95 e 27”13. Tanto per capire, il primo crono dell’atleta del New Jersey era stato di 27”18. Greg accusa un po’ la fatica, tenendo però alto il ritmo delle bracciate. Con 29”18 e 28”25 resta avanti e si supera. Il suo 14’39”67 vale l’oro e il record continentale. Limato di 26 centesimi il riferimento ottenuto lo scorso anno a Berlino agli Europei (14’39”93). Oltre a Jaeger (14’41”20) sul podio sale anche Ryan Cochrane (14’51”08).
«La gara non è stata bella di per sé - azzarda l’atleta seguito dall’allenatore Stefano Morini a Ostia - pensavo di fare molto meno (come tempo), magari con Sun Yang l’avrei fatto. Senza di lui ho detto che devo vincere per forza, ero eccitato. Non so cosa sia successo, non è bello. Eravamo giù, non lo vedevamo arrivare. “Non viene perché ha paura”, scherzavo con Connor (Jaeger). Poi non è venuto davvero». Il perché da subito non è chiaro. Sul profilo del suo fan club su Twitter appare la notizia di eventuali problemi cardiaci. «Girava la voce si fosse picchiato con qualcuno - riprende Greg sceso dal podio - volevo vincere contro Sun, senza di lui è stato quasi più difficile. Vincere un oro ai Mondiali è veramente stupendo, vorrei ringraziare tremila persone. Sul podio mi stavo emozionando. Grazie a “Moro” (Morini) e a chi mi ha aiutato nel percorso di crescita. L’assenza di Sun mi dà un incentivo per batterlo alle Olimpiadi».
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