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Di Francesco: «Ci teniamo, vogliamo passare il turno»

di Giacomo Gullo
Di Francesco: «Ci teniamo, vogliamo passare il turno»

Il tecnico del Sassuolo: «Da domani cominciano ad essere tutte sfide vere. Spero che sia soprattutto una bella festa. E noi proveremo a fare la partita»

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“Dite ad Hernan che mescolerò le carte…”. Di Francesco approccia l’argomento derby con una battuta ma in casa Sassuolo nessuno prende sottogamba l’imminente sfida ferragostana di Coppa col Modena. E’ il primo atto ufficiale della stagione e, con il campionato ormai alle porte, le risposte attese da Di Francesco devono necessariamente essere in linea con quanto visto nelle ultime amichevoli: «Ci teniamo tantissimo – spiega Di Francesco - a passare il turno, prima di tutto perché è un derby. E poi perché cominciano ad essere partite vere. Magari anche quelle del Trofeo Tim lo erano ma questa è differente. Arriva subito prima del campionato e non possiamo sbagliarla, vogliamo prepararla molto bene».

Anche per questo Di Francesco mantiene il dovuto rispetto verso il Modena, che a suon di gol sul Tuttocuoio si è guadagnato questo insolito derby di Tim Cup, valido per il terzo turno: «Al di là della differenza di categoria – rimarca ancora il mister neroverde - entrambe le squadre tengono molto a questo appuntamento. Mi auguro prima di tutto che sia una festa, mi piacerebbe molto vedere una bella gara di calcio. E sono convinto che il Sassuolo proverà a fare sempre la partita».

Nel disegnare l’undici per il derby, Di Francesco non potrà non tenere conto dell’ultime indicazioni – ampiamente positive – emerse dal Trofeo Tim e dalla sfida col Villareal.

«Dobbiamo ancora crescere sotto tanti punti di vista ma sono contento della mentalità messa in campo dalle squadre in tutte queste partite. Siamo soddisfatti di quanto fatto fin qui ma dobbiamo lavorare ancora per arrivare al campionato nella migliore condizione possibile».

Duncan e Defrel si sono guadagnati titoli e copertine ma Di Francesco distribuisce i meriti anche allo zoccolo duro dello spogliatoio: «Parliamo sempre dei nuovi, perché ovviamente c’è più curiosità su di loro. Bisogna invece far tanti complimenti ai vecchi perché sono riusciti a farli integrare nel miglior modo possibile».

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