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Paleari nuova bandiera di Budrione

di Giacomo Molteni
Paleari nuova bandiera di Budrione

«Anno di transizione, felice di rimanere: la Rinascita tornerà presto grande»

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Un’intervista è caso abbastanza raro nello spazio settimanale dedicato alle bocce, ma questa volta, proprio per Ferragosto, facciamo un’eccezione non per un giocatore qualsiasi, ma per uno che ha scelto di diventare una vera e propria bandiera della società modenese più titolata nell’alto livello: Diego Paleari. Monzese, 40 anni compiuti a febbraio, Paleari è infatti l’unico dei big che tante vittorie (tra cui un terzo e un secondo posto in Serie A) hanno regalato al club di Budrione che ha deciso di rimanervi anche nella prossima stagione nonostante il chiaro e inevitabile ridimensionamento, economico e di ambizioni, dovuto alla brusca interruzione del rapporto con lo storico sponsor Mp Filtri.

«Ho scelto così – spiega Paleari – prima di tutto perché se di ridimensionamento per la Rinascita si deve parlare questo vale essenzialmente riguardo alla prossima stagione che credo sarà una stagione di transizione in attesa di ritornare agli albori del passato, come è giusto per una società ambiziosa come quella di Budrione. In secondo luogo, perché in questo club sono sempre stato trattato bene e credo verrò ancora trattato bene. Non ho mai pensato seriamente di andare via».

Diversamente hanno pensato quasi tutti i tuoi compagni di A1 e A…

«Non intendo certo giudicarli. Magari se qualcun altro fosse rimasto mi avrebbe fatto piacere, ma il mercato ad alti livelli sappiamo com’è e non mi sento di biasimare nessuno».

Un gruppo reduce da un secondo posto in Serie A un po’ beffardo, che sa tanto di grande occasione persa, sei d’accordo?

«Sì, erano anzi due anni che avevano un organico all’altezza per vincere lo scudetto, anche se naturalmente in tanti partono per arrivare primi. Credo che la chiave del mancato successo nell’ultimo torneo siano stati alcuni punti persi nelle prime giornate. Avere a disposizione quattro giocatori di A1 quando il regolamento consentiva di schierarne solo tre non ci ha permesso di trovare subito la squadra giusta. Il meccanismo della rotazione scelto inizialmente non ha dato i frutti sperati».

Alle viste ora c’è un campionato di serie A 2016 da vivere non più penando alla vittoria finale ma alla salvezza.

«Sono però convinto che la Rinascita tornerà presto ai vertici. Già il fatto di essersi iscritta ugualmente alla Serie A dopo lo sconvolgimento di questa primavera vuol dire che parliamo di una società solida. Ringrazio in particolare il vicepresidente Renzo Lodi per aver voluto a tutti i costi che si partecipasse ancora al massimo campionato».

Cosa invece la prossima stagione non ci sarà più è la categoria A1, di cui fai parte e ai cui ultimi Campionati Italiani sei giunto secondo; cosa ne pensi?

«Che non è un bene. Lo sport delle bocce è da valorizzare dando degli obiettivi ai giovani che lo praticano, ed entrare in un gruppo risetto costituito dai primi 32 o dai primi 16 d’Italia poteva essere uno di questi. Così invece si finisce per livellare un po’ tutto quanto. Rischiamo di essere l’unico sport che non valorizza i suoi migliori atleti».

Dal campo al…video: sei stato tra gli interpreti di un apprezzato spot promozionale a favore delle bocce, come sei stato scelto?

«Sinceramente non lo so. Forse può aver inciso l’aver partecipato l’anno precedente ai Giochi del Mediterraneo, forse il mio stile e modo di essere piuttosto pacato e controllato. Di sicuro mi ha fatto piacere perchè credo in questo sport e negli obiettivi che può proporre ai giovani».

Gli obiettivi per la prossima stagione?

«Quello a cui tengo di più è vincere il Pallino d’Oro, sperando che a Budrione lo si faccia ancora».

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