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Coppa del Mondo: Paltrinieri trionfa nei 1500 a Parigi

di Gabriele Farina
Coppa del Mondo: Paltrinieri trionfa nei 1500 a Parigi

Nuoto. Dopo la passeggiata di Mosca, a Chartres l’asso carpigiano si stacca solo negli ultimi 300 metri

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Gregorio Paltrinieri cala la “manita”. Il nuotatore carpigiano conquista i 1.500 metri stile libero nella seconda tappa di Coppa del Mondo. La vittoria di Chartres è la quinta per l’atleta nel circuito iridato, il bis nel 2015 dopo il successo ottenuto a Mosca la settimana scorsa. Dopo il russo Juri Prilukov (tredici vittorie) e il rumeno Dragos Coman (dieci) è lui l’atleta più vincente del terzo millennio nelle gare su questa distanza nel circuito di Coppa del Mondo. Nella piscina francese il dominatore di Kazan stupisce ancora una volta tutti. Nelle batterie il tempo di qualificazione (14’39”93) è di 23”75 migliore del più diretto inseguitore, il ceco Jan Micka (15’03”68). Se le qualificazioni sono da lepre, la finale è da volpe. Chi s’attende un’affermazione in scioltezza, infatti, deve subito ricredersi. Greg cambia completamente la strategia rispetto a quanto fatto ai Mondiali. Non parte all’attacco, ma controlla con calma e astuzia, dosando attentamente le energie. Micka e il transalpino Damien Joly s’alternano in scia sul filo dei centesimi. Dopo i primi trecento metri sono distanti appena 36 e 37 centesimi (Joly secondo, Micka terzo). A metà gara il gap si assottiglia ancora: 17 centesimi sul francese, 19 sul ceco. Dal passaggio dei 150 metri sino ai 1.200 Greg nuota sul 30” alto a ogni passaggio. Micka spezza più volte l’egemonia con passaggi sul filo dei 29” che gli valgono l’illusione del primato. Il vincitore dei 400 metri spinge forte una vasca per poi rifiatare nella seguente. Una tattica che, suo malgrado, non frutta gli esiti sperati. L’atleta delle Fiamme Oro e della Coopernuoto non si scompone, riprendendo senza apparente difficoltà il controllo. Dopo i 1.200 metri è tempo di spingere sull’acceleratore: quattro passaggi di fila tra il 29”32 e il 29”95 e gli avversari sono sempre più lontani. L’illusione di una gara “vera”, da trecento metri dalla fine in poi, crolla con le forza delle bracciate di Greg. Colpi di martello che distruggono il muro delle aspettative degli inseguitori. Il pupillo di Stefano Morini chiude in 15’04”98, davanti al ceco (15’07”75) e al francese (15’08”07). La medaglia d’oro si aggiunge a quelle conquistate (sempre in Coppa del Mondo) a Mosca, Eindhoven, Berlino e Dubai nella già ricca collezione del ventenne.

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