Sunday Times choc: «Ai Mondiali un atleta su tre era dopato»
Nuove ombre sul reale impegno della Iaaf nella lotta contro il doping. Secondo il Sunday Times, la Federazione internazionale di atletica leggera avrebbe bloccato una ricerca in cui numerosi atleti...
Nuove ombre sul reale impegno della Iaaf nella lotta contro il doping. Secondo il Sunday Times, la Federazione internazionale di atletica leggera avrebbe bloccato una ricerca in cui numerosi atleti avrebbero ammesso di aver fatto uso di sostanze proibite nel corso della loro carriera.
Lo studio risale al 2011 ed è stato effettuato dall’Università di Tubinga in Germania, che ha rivelato: «La Iaaf ha ritardato la pubblicazione per tanto tempo senza una buona ragione, è un’intromissione grave nella libertà di stampa». Lo studio è stato fatto raccogliendo informazioni da atleti che hanno gareggiato ai Campionati del Mondo di Daegu, in Corea del Sud, quattro anni fa.
I risultati mostrano che circa il 30% per cento dei 1.800 concorrenti avrebbe confessato l’utilizzo di tecniche dopanti vietati nei 12 mesi precedenti. La rivelazione del Sunday Times sullo studio del 2011 riguardante il doping secondo la Iaaf «non è una storia nuova, essendo stata sollevata dalla tv tedesca nel 2013». E già allora «la Iaaf affrontò queste preoccupazioni». È quanto precisa la stessa Federazione in un comunicato, nel quale spiega che «lo studio in questione consisteva in un sondaggio condotto dalla Wada e da un team di ricercatori nel villaggio atleti di Daegu».
Il suo scopo era «valutare l'affidabilità dei nuovi potenziali metodi di valutazione della prevalenza del doping nello sport» con un sondaggio per il quale «la pubblicazione in un primo momento era stata prevista, ma poi l'idea era stata accantonata». La Iaaf comunque, aggiunge la nota, «non ha mai posto il veto alla pubblicazione dei risultati di questa ricerca»
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