Pavullo, culla dell’atletica: qui nascono i campioni
Tutto iniziò con Ebe e Silvano Venturelli, poi vennero Bazzani e Muracchini
Ci sono tante storie che si intrecciano nelle corsie della pista d'atletica di Pavullo. D'inverno si nascondono sotto il metro di neve che copre l'anello, lasciando scoperta la sola prima corsia, difesa strenuamente dalle pale dei pavullesi. D'estate invece, sconfinano sui vicini prati e sui saliscendi naturali delle colline. E corrono tutte molto veloci.
A metà degli anni 60, l'atletica italiana ha le gambe lunghe e scattanti di una giovane ragazza pavullese, nata ad Olina. Si chiama Ebe Venturelli ed ha 17 anni, nel 1967, quando si laurea campionessa nazionale sui 600 metri. La ragazza va forte in pista, tanto da vestire la prima maglia azzurra juniores, sugli 800 metri, nell'incontro di Geislingen con l'allora Germania Ovest.
Da buona pavullese, tuttavia, è la corsa campestre la specialità che la fa risplendere, fino ai tre titoli nazionali juniores conquistati fra il 1967 ed il 1969, anno in cui sfiora l'impresa agli assoluti di campestre di Firenze, nei quali giunge seconda alle spalle della famosa Paola Pigni. In mezzo, la seconda convocazione azzurra, a Fiume, prima del gran finale nel 1970, con il bronzo nella celebre campestre internazionale Il Campaccio.
Al suo fianco, in quelle stagioni di battaglie in pista e sui campi, c'è la concittadina Franca Muzzarelli, atleta di notevole spessore e compagna di squadra in quella che allora si chiamava Unione Sportiva Olimpia. A seguirne le gesta, invece, un allenatore speciale, il fratello Silvano. Ebe ha vent'anni e doti notevoli, ma sono tempi in cui è difficile vivere di atletica (esiste un oggi in cui sia facile? ndr). La sua strada, la trova quindi all'università, dove si laurea in lingue, lasciando in dote agli annali il titolo di prima atleta pavullese di caratura nazionale.
Silvano, intanto, non demorde. Ha l'atletica nel sangue, una passione nata negli anni della scuola e tante idee in testa. Dal 1965, il prof. Venturelli insegna educazione fisica al Sorbelli nella sua Pavullo ed agli inizi degli anni 70 corre e semina il germe dell'atletica nei suoi ragazzi. Ce n'è uno, fra gli altri, che ha talento. Si chiama Mauro Bazzani e proviene dallo sci di fondo. Nel 1973, ancora non lo sanno, ma insieme stanno firmando un capolavoro per l'atletica frignanese: l'uno ideando e l'altro vincendo la prima edizione del Giro delle 4 Torri, che diventerà simbolo della corsa pavullese negli anni.
Proprio l'anno seguente, nasce un altro simbolo, lo Stadio Comunale. L'evento inaugurale si tiene nell'estate del 1974, con l'incontro di atletica internazionale femminile juniores fra Italia, Jugoslavia e Bulgaria. Due anni dopo, il 5 aprile 1976, lo stadio verrà intitolato al Prof. Giuseppe Minelli, ex sindaco di Pavullo che ne aveva fortemente voluto la costruzione.
Sull'anello in tartan della nuova pista d'atletica nascono e crescono speranze, risultati e talenti. Quella pista che, appena qualche anno dopo, diventerà proprietà e simbolo della neo costituita Atletica Frignano, staccatasi dall'Olimpia Pavullese. C'è sempre uno sguardo attento che veglia sull'anello e sui passi di chi lo calpesta. Quello del professor Venturelli prima, con il fidato Giovanni Desiante al fianco. Quello di Mauro Bazzani poi, che continua l'opera del maestro, una volta appesa al chiodo la canotta della Fratellanza, con cui conquista numerosi illustri riconoscimenti fino ai primi anni 90. Anni in cui cresce e si rinforza il sodalizio con la blasonata «F» maiuscola di via Piazza, dove un altro pavullese doc, Tiberio Muracchini, allena ormai in pianta stabile. Un gemellaggio che permette ai ragazzi di gareggiare a livello Fidal regionale e nazionale ed è tutt'oggi fonte di enorme soddisfazione per entrambe le società. Perché fra il Minelli ed il Campo Scuola, sulla ideale fune tirata da Mauro Bazzani, danzano come equilibristi i tanti talenti che in questi anni stanno portando in Italia, in Europa ed anche un po' più in là il nome di quella grande fucina dell'atletica che è Pavullo.
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