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Italia, delusione mondiale: da Pechino senza medaglie

Italia, delusione mondiale: da Pechino senza medaglie

ROMA. Non è questione di sensazioni, che pure ci sono, e nette. Lo dicono i numeri: per l'Italia dell'atletica, Pechino 2015 è stata la peggiore edizione dei Mondiali. Tanto hanno strabiliato talenti...

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ROMA. Non è questione di sensazioni, che pure ci sono, e nette. Lo dicono i numeri: per l'Italia dell'atletica, Pechino 2015 è stata la peggiore edizione dei Mondiali. Tanto hanno strabiliato talenti straordinari come Bolt, Farah ed Eaton, quanto ha fatto male la squadra targata Fidal. Dalla prima edizione, quella di Helsinki 1983 ad oggi, gli azzurri non avevano mai fatto così male. Zero medaglie (seconda volta, dopo Berlino 2009), quattro soli finalisti (record negativo, tre dei quali dalla strada, uno dallo stadio), per un totale di 10,5 punti (ancora record avverso) e 29° posto finale (gli usa hanno chiuso rimi con 214 punti). In precedenza, il limite più basso, sia in termini di finalisti che di punti, era stato toccato due anni fa a Mosca, con 6 piazzamenti nei primi otto e 18,5 punti. Dati severi, che vanno poi collegati ai risultati dagli italiani schierati nelle prove individuali: un solo primato personale (il 22.92 di Gloria Hooper nelle semifinali dei 200), una raffica di eliminazioni al primo turno, ovviamente considerate nelle gare che prevedevano round successivi: addirittura 12 su 15. A mancare, pur con le dovute eccezioni (Pertile, Meucci, Palmisano, Tamberi, Hooper, le due staffette) sono state le prestazioni nel loro complesso. La squadra italiana aveva le sue carte da giocare, alcune delle quali per tentare di andare a medaglia o comunque di riuscire ad essere competitivi (salto in alto, marcia donne, maratona): il tavolo ha confermato queste potenzialità, alle quali vanno aggiunte le buone prove dei due quartetti presenti. L'ultima delusione si chiama Tamberi: quella dell'alto non era certo una finale facile, ma dal saltatore presentatosi in pedana con una guancia rasata e l'altra con la barba, era lecito attendersi qualcosa in più. Per la prima volta in 15 edizioni del Mondiale è un paese africano a guidare il medagliere: è il Kenya, con 7 ori, 6 argenti, 3 bronzi.

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