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Juve, la fiducia di Marotta «L’unico neo è Hamsik»

Juve, la fiducia di Marotta «L’unico neo è Hamsik»

L’ad dopo la chiusura del mercato: «Avvio complicato, ci riprenderemo subito Lo slovacco del Napoli faceva al caso nostro, Draxler invece è troppo giovane»

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TORINO. Qualche delusione il mercato della Juventus l'ha pur data, anche se Beppe Marotta, tracciando il bilancio delle operazioni, ostenta soddisfazione: «Tutti gli obiettivi - dice l'amministratore delegato bianconero - sono stati centrati, abbiamo costruito un gruppo vincente». Perché la Juventus - sottolinea - «deve necessariamente vincere sempre. Ha l'obbligo di farlo» e «rimonterà l'handicap dei 6 punti».

I rimpianti si chiamano Draxler e Hamsik. «Con lo Schalke non si sapeva con chi dialogare - spiega Marotta - eppure noi siamo abituati a trattare con tutti. Ecco, sono rimasto deluso perché in quel club tedesco non ho trovato interlocutori, ma a ben pensarci Draxler è del '93, abbiamo già tanto giovani in squadra e solo con i giovani non si vince subito». Il disappunto per il mancato arrivo di Hamsik sembra più forte: «Faceva al caso nostro, anche perché da anni gioca nel campionato italiano e questo è un aspetto molto importante. Con De Laurentiis ci siamo sentiti almeno dieci volte...». L'affare, però, non è andato in porto e la Juve ha dovuto virare su Hernanes, un “usato sicuro”, frequentatore di lunga data della serie A.

Il dopo Pirlo-Tevez è cominciato con un flop di risultati: «Non voglio alimentare la cultura dell'alibi, ma mettere in calendario alla seconda giornata Roma-Juve non ha senso, invito la Lega a tenerne conto. E noi abbiamo avuto una preparazione estiva particolare, tra il rientro ritardato dei tanti nazionali e la necessità di essere pronti per la Supercoppa l'8 agosto a Shangai. Onore alla Roma - continua Marotta - ed è giusta l'euforia intorno ai giallorossi, ma la Juve recupererà».

L'a.d. bianconero, tuttavia, non si nasconde che mettersi in carreggiata non sarà facile: «Gli altri anni le novità erano limitate a 2-3, quest'anno abbiamo cambiato moltissimo. Non ci sono più Tevez e Pirlo, due giocatori che davano sicurezze e che è difficile sostituire. Le certezze vanno ritrovate attraverso la compattezza di squadra». Tra i volti nuovi Hernanes, ex nerazzurro: «È vero - riconosce il brasiliano - che quando arrivai all'Inter dissi che l'aveva scelta perché era l'unico club mai andato in serie B. Acqua passata, adesso sono alla Juve, mi sento sorpreso perché è successo tutto all’improvviso, ma soprattutto sono contento: qui c'è l'abitudine a vincere sempre e continueremo a farlo. Non ho mai giocato la Champions, non vedo l'ora». Mario Lemina, infine, si mette a disposizione: «I miei ruoli preferiti - spiega il francese - sono mediano e regista, ma se c'è bisogno mi adatto a giocare in difesa».

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