Italia, verso la Bulgaria con un Pirlo forse all’addio
Europei: qualificazioni. Domani a Palermo il regista dovrebbe andare in panchina Il ct Conte: «È un campione, ma se le prestazioni mi daranno segnali diversi...»
ROMA. L'ultimo dei “maestri” rischia di essere al passo d'addio. Anche se è un passo lento. Le lacrime di Andrea Pirlo dopo la finale Champions lo scorso giugno, da tutti interpretate come un saluto alla Juve, passeranno forse alla storia come un saluto alla carriera eccezionale da protagonista assoluto. Il perché, lo ha spiegato chiaramente Conte: «Finchè avrà questa voglia, Andrea verrà da noi», le sue parole alla vigilia di Italia-Malta. «Pirlo è un campione, ha fatto una scelta americana, ma se in questi mesi le prestazioni mi daranno segnali diversi cambierò anche io la mia idea», la dura sentenza dopo l'opaca prestazione di Firenze. Un giudizio così netto su Pirlo, l'unico talento puro rimasto alla nazionale, non era stato mai pronunciato. E rappresenta un campanello d'allarme in vista di Euro 2016, oltre che una certezza per il dopo. D'altra parte, il regista stava per dare l'addio all'Italia dopo il disastro Mondiale, poi la voglia neanche tanto celata e le parole di Conte lo hanno fatto tornare. Ma un anno Juve, la Champions, la voglia di mettersi in discussione prima che «siano loro a cacciarmi», tutto si è tradotto in una parola: New York. Certo, non è più tempo dei Cosmos di Chinaglia e Pelè. Ma l'inizio della nuova avventura non è stato il massimo dell'intensità agonistica. Pirlo si è presentato nella sua nuova città d'adozione a fine luglio, dopo le vacanze a Ibiza. Quattro giorni di allenamento, e subito partita. «Mi sono allenato anche d'estate», ebbe modo di dire alla presentazione negli States. Ma a giudicare dal passo rallentato di giovedì, la condizione è davvero molto bassa. Di piccole o grandi rinascite calcistiche già dato riprova in passato: ma di sicuro le parole di Conte dicono chiaramente che di un Pirlo così si rischia di dover fare a meno, a favore del furore agonistico. Un giorno che lo stesso ct spera il più lontano possibile, vista la mancanza di talenti di uguale spessore ed esperienza. Intanto, per la seconda partita di domani, a Palermo contro la Bulgaria, dovrebbe scattare la panchina. «Farò molti cambi - ha avvertito il tecnico degli azzurri - non è possibile in questo periodo della stagione disputare due incontri in tre giorni, almeno per molti». E tra quei molti ci dovrebbe essere lui. «È sempre un piacere giocare e vincere per questa maglia», si è limitato a twittare il “maestro”, al rientro in ritiro l’altra notte. Ora c'è Palermo, poi il ritorno nel suo buen retiro calcistico, nel loft di Tribeca, dove allo stadio fanno ovazioni e ti chiamano maestro ma per le strade sei solo un turista italiano con il naso all'insù. Aspettando di sapere fino a quando continuerà a correre pallone tra i piedi e testa alta.
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