«Portiamo il terzo tempo nel calcio»
Soccer Saliceta, le giovanili: «A tavola con gli avversari per educare al rispetto»
«Spirito sportivo, rispetto dell'avversario e funzione educativa del confronto. Sono valori di cui il calcio ha sempre più bisogno e proprio per questo abbiamo deciso di introdurre una sorta di terzo tempo nei nostri campionati giovanili, perché è dai bambini che si deve cominciare». Adriano Goretti, presidente della Polisportiva Saliceta, ha deciso insieme al suo team e a giorni presenterà l'iniziativa a tutte le famiglie dei circa cento ragazzi dai 10 ai 18 anni che si cimentano nelle partite delle squadre giovanili di calcio della Soccer Saliceta. Nella pratica, «al termine di ogni partita in casa, la squadra della Soccer Saliceta insieme alla squadra avversaria e a tutte le famiglie si fermerà ai margini del campo per condividere una fetta di torta, una bibita, un tè o un gelato». Lo scopo non è «certo quello di trovare un rimedio alle scorrettezze che in campo non devono più esistere; l'obiettivo è di dar seguito a una coerenza e a una correttezza che deve cominciare in campo e continuare fuori, nella vita e nelle relazioni. Solo così attraverso lo sport si educano i bambini a diventare adulti maturi e consapevoli». «La competizione va vissuta nella giusta misura, poi ci sarà il momento della condivisione - continua Goretti - Puntiamo moltissimo sul valore educativo di questa iniziativa che sottoporremo anche alle altre società di calcio giovanile affinché si arrivi a costruire un'abitudine comune». «È una idea che può avere una forza dirompente se troverà larga condivisione - spiega Nicola Zani, titolare della Gelateria Pomposa che metterà a disposizione gratuitamente torte e gelato - io vengo dal mondo del rugby ed è lì che ho imparato cosa significano il rispetto dell'avversario e lo spirito sportivo. Tutto questo può diventare patrimonio anche del calcio; occorre cominciare, poi se c'è la volontà il resto verrà da sé. E questa iniziativa è già un bel primo passo». «L'anno scorso abbiamo sperimentato un primo inizio - spiegano i dirigenti tecnici delle squadre giovanili - abbiamo fatto in modo che i bambini che commettevano scorrettezze in campo fossero in dovere di portare una torta preparata in casa la volta successiva da condividere con gli altri compagni. L'idea è piaciuta tantissimo e ben presto tutte le mamme hanno iniziato a portare torte senza che ci fosse la necessità di rimediare a un torto. Quest'anno il messaggio lo vogliamo lanciare anche alle squadre che scenderanno in campo contro di noi, nell'auspicio che faccia bene a tutti, grandi e piccoli».
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