Caliendo: «L’arbitro ha sbagliato ma il quarto uomo a cosa serve?»
Antonio Caliendo non le manda certo a dire all'arbitro Fabrizio Pasqua di Tivoli: «Non è la prima volta che ci danneggia. Io durante le riunioni di Lega ho sempre difeso gli arbitri, schierandomi con...
Antonio Caliendo non le manda certo a dire all'arbitro Fabrizio Pasqua di Tivoli: «Non è la prima volta che ci danneggia. Io durante le riunioni di Lega ho sempre difeso gli arbitri, schierandomi con loro, ma domenica gli errori sono stati troppo evidenti. Io non ce l'ho solo con l'arbitro, ma anche con il quarto uomo che o è scarso o è miope o non può fare questo lavoro. A fine gara ho poi parlato anche con Pasqua e gli ho semplicemente detto di rivedersi la partita, perché alla luce degli errori che ha commesso mi attendo una sua telefonata di scuse, di modo che io possa girarle ai nostri tifosi». Il capitolo arbitro è l'unica parentesi negativa di una giornata che per il resto ha riservato solo soddisfazioni al presidente canarino, anche se il risultato ha lasciato a zero la classifica del Modena: «Per la prima volta non sono preoccupato dopo una sconfitta. L'anno scorso ero triste quando perdevo, passavo una settimana intera a metabolizzare il ko. Stavolta, invece, ho avuto una bellissima sensazione: mi sono accorto che abbiamo un grande allenatore e un grande gioco, nonostante domenica avessimo tantissime assenze. Con la squadra al meglio e al completo non possiamo temere nessuno, perché lo spirito della squadra è rinnovato. C'è un'aria diversa nello spogliatoio, i ragazzi sono entusiasti di Crespo, c'è dialogo e rispetto. E' cambiato tutto e sono felice che i tifosi abbiano applaudito la squadra al 90'». Ancora su Crespo: «Gli ho fatto i complimenti. Era arrabbiato per il risultato, ma consapevole che ha una squadra che gli darà delle soddisfazioni, anche se dobbiamo mantenere bassa l'asticella degli obiettivi. I nostri tifosi ci hanno insegnato a stare con i piedi per terra e così faremo. Dobbiamo navigare a vista. Il mercato? Il nostro colpo è stato trattenere Cionek e Granoche. Se li avessi venduti avrei migliorato la situazione finanziaria della società, ma ho preferito mantenerli in rosa e ho spiegato loro il perché ho rifiutato tante offerte». L'ultima battuta è sul terreno di gioco del Braglia: «Mi auguro che al più presto ci sia un meeting con il Comune, perché la manutenzione del terreno probabilmente costerà più del rifacimento in sé». (gib)
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