Bollini: «Scommetto sul Sassuolo, Duncan eccezionale»
L'ex tecnico del Modena ora è il vice di Reja all'Atalanta: "Manca Berardi ma i ricambi sono di valore assoluto, i neroverdi possono andare lontano"
Alberto Bollini, tecnico di Poggio Rusco ma modenese d’adozione (guidò anche il Modena), è il vice di Edy Reja sulla panchina dell'Atalanta, binomio nato nel gennaio 2014 alla Lazio e riproposto a Bergamo. Una coppia atipica perchè, fin dal ritiro di Rovetta, si è intuito che in nerazzurro Bollini non ha un ruolo da comprimario ma da vero protagonista durante le sedute di allenamento, godendo della massima fiducia di Reja. Una bella soddisfazione al termine di un anno e mezzo nel quale è passato dalla panchina della Lazio in A al fianco di Reja, al ruolo di responsabile del settore giovanile biancoceleste (in panchina ha vinto 2 scudetti Primavera) fino all’avventura in Lega Pro con il Lecce. Senza dimenticare l’esperienza di commentatore per la Rai a 90º minuto serie B.
Mister, non si è fatto mancare niente...
«Tutte preziose esperienze che hanno arricchito il mio bagaglio. Io voglio fare l’allenatore e ringrazio Reja che mi dà spazio anche nella gestione dell’allenamento».
Domenica sfidate il Sassuolo capolista. I neroverdi sono lassù per caso?
«Ho visto dal vivo le prime due partite e mi è parso un gran bel Sassuolo. Non si battono per caso nè il Napoli, nè il Bologna in trasferta. Dirò di più: il Sassuolo può essere una grande sorpresa del campionato».
Sassuolo da Europa League?
«Perchè no? La squadra è in grande forma, forte sul piano della velocità, maturata e consapevole della propria forza. In più è ben allenata da Di Francesco».
Mancherà Berardi.
«E’ un’assenza importante ma il Sassuolo ha dei ricambi di assoluto valore e qualità come i vari Sansone, Floro Flores, Politano».
Par di capire che lei stima molto il club neroverde.
«Sì, e non solo per quanto esprime sul campo. Al di fuori c’è una grande struttura aziendale applicata al calcio con figure tecniche e dirigenziali di spessore. Dopo un impatto difficile con la categoria, per i neroverdi è stato un crescendo continuo. Ora Di Francesco lavora su meccanismi consolidati: se la squadra si toglie la pressione della salvezza ed esprime il suo calcio tutto può succedere...».
Tra i giovani del Sassuolo chi la convince di più?
«Nella finale Primavera del 2012 perdemmo 3-2 con l’Inter e tra i nerazzurri giocava Duncan, un ragazzo dallo strapotere fisico incredibile. A Sassuolo lo vedo migliorato sotto il profilo dell’intepretazione tattica, è maturato, non sembra di veder giocare un ragazzo del ’93».
Il Carpi si salverà?
«La squadra deve seguire il temperamento di Castori e lottare, del resto è destino delle neopromosse quello di soffrire. Bene ha fatto la società ad inserire in rosa un po’ di gente di categoria e con esperienza».
E il “suo” Modena?
«Il club canarino sta vivendo un momento di transizione. Mi piace la sportività dei tifosi che sono rimasti vicino alla squadra, servirà pazienza per tornare ai livelli che la piazza merita».
Crespo?
«Lo conosco dai tempi in cui giocava nella Lazio. Rappresenta una figura moderna del calcio, ha passione e intensità. Io sono per gli allenatori che vengono dal settore giovanile, dovrà essere brava la società a supportarlo nei momenti difficili».
@Star_70_
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