Gazzetta di Modena

Sport

La gioia di Francesca «Se sono qui lo devo alla mia famiglia»

Sembra pensata apposta, Parigi, per realizzare i sogni. La Tour Eiffel, gli Champs-Élysées, Notre-Dame e quell’atmosfera un po’ così, famosa in tutto il globo. E poi c’è lo stadio Sébastien-Charléty,...

3 MINUTI DI LETTURA





Sembra pensata apposta, Parigi, per realizzare i sogni. La Tour Eiffel, gli Champs-Élysées, Notre-Dame e quell’atmosfera un po’ così, famosa in tutto il globo. E poi c’è lo stadio Sébastien-Charléty, con la sua pista, culla dell'atletica parigina dal 1939. Sorge all’altezza della Port de Gentilly, fra il tredicesimo ed il quattordicesimo arrondissement e proprio ieri ha realizzato il sogno di una giovane ragazza pavullese, classe 1993.

Francesca Bertoni, in un tiepido pomeriggio di metà settembre, ha indossato qui i colori azzurri della nazionale assoluta, per la prima volta. Prima pavullese e prima portacolori femminile della Fratellanza a riuscire nell’impresa. Curiosamente, un traguardo tagliato saltando le nazionali giovanili di avvicinamento. Sogno azzurro inseguito per anni e coronato ieri al culmine di una stagione superlativa, che l’ha vista laurearsi campionessa italiana under 23 di cross a marzo e centrare l’argento ai nazionali di luglio sui 3000 siepi.

Proprio i 3000 siepi sono stati teatro del suo esordio azzurro, nell’ambito del DécaNation, manifestazione che dal 2005 riunisce 20 atleti per nazione, uno per ciascuna delle specialità che compongono il decathlon classico, in una affascinante sfida mondiale.

«Un’esperienza bellissima, un’emozione incredibile - le parole a caldo di Francesca - Ho gareggiato con le migliori al mondo e la trasferta con la nazionale ha rappresentato un bel momento di crescita: sono ad un punto cruciale del mio percorso atletico».

La tensione dell’esordio, di quel tricolore sul petto in un palcoscenico illustre e la pressione di dividere la corsia con l’elite mondiale. C’è tutto questo e molto di più nel 10’37”81 con cui Francesca ha suggellato il suo primo azzurro. C’è, al di sopra di un crono lontano 20 secondi dal suo personale di 10’13”96 firmato a luglio, la soddisfazione di aver tanto da dire e da dimostrare.

«L’entrata nello stadio, con un tifo assurdo ed i visi della miei familiari sulle tribune, sono sensazioni che non dimenticherò mai - confessa l’atleta della Fratellanza con l’adrenalina ancora alta - Sui blocchi ho solo cercato di rimanere concentrata, poi è stato tutto velocissimo. Un po’ di delusione l’ho provata per il tempo finale, ma sono contenta per il sorpasso alla Danois negli ultimi 600 metri, che mi ha regalato la quinta piazza: oltre quella non sarei potuta andare nemmeno con il personale. Dedico questo esordio a tutta la mia famiglia, che mi è sempre stata vicina, dalle gare giovanili fino all’azzurro».

Il primo a credere in Francesca è proprio il prof. Gigliotti, che da un anno la segue al campo scuola di Modena e che l’ha allenata in estate nei raduni di rifinitura a Sestriere. «Ha pagato l’emozione, non è mai facile affrontare una maglia azzurra - dice - ma Francesca vale attorno ai 10 minuti in questa gara, ne sono certo e spero lo dimostri presto». (f.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google