Modena si lecca le ferite ma scopre Giorico e Rubin
La formazione di Crespo brilla nel gioco, ma è ancora ferma al palo dopo due gare dominate. Il regista convince al debutto, il terzino è rigenerato
Centottanta minuti, zero gol fatti e tre subiti: affidandosi solo ai numeri l'inizio di campionato del Modena sarebbe da etichettare come fallimentare. Al contrario, nelle prime due partite la squadra ha offerto prestazioni confortanti, che hanno raccontato moltissimi aspetti dell'idea di gioco di Hernan Crespo. Sia contro Vicenza che Avellino la squadra ha tenuto in mano per lunghi tratti il gioco e per riuscirci il tecnico argentino si è affidato a due registi diversi: Luca Belingheri la prima volta, Daniele Giorico in Irpinia. Buona la prova dell'ex Livorno, che per carisma ed esperienza può ricoprire tutti i ruoli della mediana, ma non è un regista vero e proprio. Lo è, invece, Giorico: alla prima partita in carriera in serie B, ha sfornato un primo tempo eccellente, diventando il punto di riferimento per tutti i compagni in fase di costruzione. D'altronde il regista non viene imposto, è la squadra che in maniera istintiva lo promuove a faro del gioco. In che modo? Semplicemente passandogli il pallone e non è un caso che gente come Cionek, Marzorati e Rubin delegasse a Giorico la responsabilità di dare il via all'azione, cosa che non avveniva l'anno scorso, quando erano gli stessi difensori a cercare direttamente le punte. Ecco dove l'arrivo di Giorico (accolto con freddezza dalla piazza) va ad incastrarsi in maniera ottimale con l'idea di Crespo di un gioco ragionato e costruito fin dalle retrovie. Ha un destro educatissimo, passo rapido e visione di gioco: per questi motivi può essere il regista della squadra, anche quando ci saranno i rientri di Belingheri, Galloppa e in futuro di Bentivoglio. Un novero di giocatori che fa della mediana del Modena uno dei centrocampi più tecnici dell'intera categoria. E se buone notizie sono arrivate da uno dei nuovi acquisti, lo stesso si può dire per uno dei volti "vecchi": Matteo Rubin dopo un'annata difficile anche per un rapporto complicato con Novellino, sta tornando la macchina da cross ammirata nei primi anni della sua carriera, ora il Modena dovrà trasformare quei palloni in reti per non vanificare quanto di buono sta facendo in costruzione. Giorico e Rubin, due simboli dell'inizio di campionato del Modena.
Giovanni Balugani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

